Eulau — Svelato in parte un mistero venuto alla luce nel 2005 a Eulau, in Sassonia (Germania). Qui tre anni fa, appunto, è stato scoperto un cimitero con 4 sepolture “collettive” che hanno lasciato fino ad oggi perplessi gli studiosi.
In particolare un gruppo di 4 persone, due adulti e due bimbi, è stato rinvenuto “abbracciato e con le mani che si univano”. Già da una prima osservazione gli studiosi hanno pensato potesse trattarsi di un gruppo familiare risalente al periodo ma rimaneva l’incertezza davanti al tipo di sepoltura giudicata inusuale per quel tempo.
La certezza arriva dall’indagine investigativa di antropologi e archeologi che tra impronte genetiche, microscopi e radioisotopi e ricorrendo anche all’analisi del Dna hanno scoperto che i componenti del gruppo in questione erano tutti legati fra loro e formavano un nucleo familiare, il primo di cui sia stata raccolta sicura traccia. «Stabilendo il collegamento genetico fra i due adulti e i due figli sepolti assieme — ha sottolineato Wolfgang Haak dell’Università di Adelaide alla guida della ricerca — abbiamo certificato la presenza di un classico nucleo di famiglia nel contesto preistorico dell’Europa centrale. Per quanto ne sappiamo si tratta della più antica prova genetica che lo dimostri e la loro unità nella morte suggerisce l’unità nella vita. Tuttavia — aggiunge Haak — ciò non vuol dire che la famiglia sia un modello universale o che sia la più antica istituzione delle comunità umane».
Mistero invece sulle cause che hanno determinato lo scontro violento nel quale si è compreso hanno perso la vita le tredici persone i cui resti sono stati portati alla luce.
Resta la certezza dell’esistenza della “famiglia” già nel neolitico e la “pietas” di chi seppellendola non ha voluto separare nella morte ciò che era stato unito in vita. (ore 11:25)