Tibet, aumentano vittime

Tibet, aumentano vittime


Pechino – Continua la guerriglia fra autorità cinesi e attivisti tibetani, con la protesta che si spinge fino al Nepal, e iniziano anche i botta e risposta in merito al numero di decessi che la battaglia urbana sta provocando.
Il governo tibetano in esilio ha affermato oggi che le vittime sono state “centinaia”, mentre il governo cinese che sostiene che sono in tutto tredici. Il presidente della Regione Autonoma del Tibet, Qiangba Puncog, ha sostenuto che la polizia non ha fatto uso di armi da fuoco e che tutte le vittime sono state uccise dai “ribelli”, in una spietata caccia al cinese. Puncog ha anche affermato di essere “infuriato” per la versione dei fatti diffusa “dal Dalai Lama e dalla stampa occidentale”, secondo i quali le forze di sicurezza cinesi hanno attaccato dei “pacifici manifestanti”. In dichiarazioni rilasciate ieri, il leader tibetano non ha negato le violenze anticinesi, ma ha aggiunto di non essere in grado di fermarle.
Intanto l’Europa è scesa in piazza con sit in e manifestazioni di solidarietà con i morti e le vittime degli scontri di questi giorni in Tibet. A Roma i manifestanti si sono stesi per un minuto a terra, davanti alla sede dell’ambasciata cinese.
Altre manifestazioni si sono svolte in varie città d’Europa. All’Aja invece un gruppo di dimostranti ha tentato di fare irruzione all’ambasciata della Cina, durante una manifestazione di solidarietà con il Tibet, distruggendo una parte delle recinzioni esterne dalla sede diplomatica di Pechino. Tre persone, che erano riuscite a penetrare sul terreno attorno all’ambasciata, sono state arrestate. I manifestanti hanno anche strappato la bandiera cinese per issare il vessillo tibetano, scandendo gli slogan “Cina go home” e “Lunga vita al Dalai Lama”. Gli organizzatori della protesta hanno fatto appello alla calma e hanno invitato a proseguire la manifestazione pacificamente.
Dall’america il segretario di stato Condoleezza Rice ha chiesto alla Cina di impegnarsi in un dialogo con il Dalai Lama per mettere fine ai violenti disordini in Tibet, mentre Mosca giudica “inammissibile” ogni tentativo di politicizzare le Olimpiadi di Pechino e considera come “affari interni” della Cina il regolamento dei rapporti reciproci con il Dalai Lama, capo spirituale tibetano in esilio. Lo rileva un comunicato del ministero degli esteri citato dall’agenzia Itar-Tass. (ore 13:00)

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