Londra – Non c’è nessun sentimento meno spiegabile dell’amore. Alle volte quest’emozione può essere a tal punto travolgente da sconvolgere intere esistenze, altre può accendersi in un attimo e consumarsi altrettanto velocemente come la fiamma di una candela spezzata dal vento.
Ma ci sono anche dei casi, rari per la verità, dove l’amore è talmente assoluto da spingersi al di là di ogni logica, addirittura oltre la vita. Sono quei casi in cui l’uomo riesce a compiere gesti apparentemente inspiegabili e privi di logica, ma non per questo meno densi di significato.
E’ il caso, ad esempio, di una donna inglese di 42 anni che rimasta vedova del marito 31enne (morto nel 2007 a causa di gravi complicazioni sopraggiunte dopo un intervento chirurgico per appendicite), avevaottenuto dell’autorità giudiziaria di Preston, nel Lancastershire a prelevare qualche ora dopo il decesso del coniuge un po’ del suo sperma spinta dal desiderio di avere un figlio da lui.
La donna, che già dall’uomo aveva avuto una bambina, ha ora ottenuto il permesso dalla Human fertilisation and embryology authority ad esportare lo sperma del marito morto negli Stati Uniti, dove avverrà l’inseminazione. L’intervento non può essere infatti effettuato in Gran Bretagna in quanto il marito non ha lasciato un consenso scritto.
A spingere i giudici a consentire un atto talmente estremo, la condivisione della tesi presentata dalla donna: il diritto umano ad avere una famiglia. La donna ha insistito sul tasto che suo marito aveva spesso espresso l’intenzione di diventare di nuovo padre e di dare così alla figlia un fratellino o una sorellina. Nel timore di non poter avere un secondo figlio la coppia avrebbe anche cercato ad un certo punto il consiglio di un medico specializzato in fecondazione in vitro.
Il caso di “L” (come viene identificata la donna negli atti giudiziari pubblici) ricorda in una certa misura un altro caso diventato celebre qualche anno fa in Gran Bretagna: quello di Diane Blood, che alla fine di una lunga battaglia legale ottenne luce verde per farsi fecondare con lo sperma estratto dal cadavere del marito Stephen, morto nel 1995 a causa di una meningite virale, ma che a differenza del marito di “L” aveva lasciato il suo consenso scritto. (ore 11:00)