Udine – Non è solo l’Italia a piangere la triste fine di Eluana Englaro, la giovane lecchese in coma vegetativo dal 1992 a causa di un incidente automobilistico, sulla cui vicenda si sono versati fiumi d’inchiostro “pro e contro eutanasia”.
Stamani anche le principali testate straniere hanno riservato spazio alla notizia della morte della donna alla quale tre giorni fa nella clinica “La Quite” di Udine era stata sospesa l’alimentazione liquida per accompagnarla alla morte così come richiesto dal padre Beppino Englaro e come disposto, al termine di un cammino di legge combattuto a suon di sentenze e ricorsi (si comincia nel 1999 e si finisce nel Novembre 2008) dalla Corte di Cassazione nel 2007 e dalla Corte d’Appello civile di Milano nel Luglio 2008, che dà il via libera a chiedere la sospensione delle cure che tenevano in vita Eluana.
Il Financial Times in un richiamo in prima pagina titola oggi: “Un caso sul diritto a morire”. «Una crisi istituzionale è scoppiata in Italia sul caso di un padre che reclama il diritto a morire di sua figlia in coma da oltre 16 anni». Ma a pagina 5, il quotidiano finanziario della City è ben più netto: «Il Vaticano provoca una crisi sul diritto a morire». Stessa posizione per il sito web della Bbc verso la fine dell’articolo che dedica alla questione (“Bloccata mossa per il diritto a morire”) cita le pressioni del Vaticano ricordando che domenica scorsa «Papa Benedetto XVI ha aggiunto la sua voce al dibattito sull’eutanasia, chiamandola una ‘falsa soluzione’». “Vaticano”, “eutanasia” e “crisi istituzionale” sono le parole più usate nella vicenda. Poca attenzione al caso sul resto della stampa britannica.
Dalla Spagna, invece, El Pais, quotidiano vicino al governo, titola “Berlusconi si ribella contro tutti i poteri dello Stato di Diritto” in un lungo articolo da Roma: «una legge cucinata in Vaticano dalla gerarchia integralista della Chiesa». C’è anche un editoriale di Paolo Flores d’Arcais sul conflitto fra Quirinale e governo dal titolo eloquente: “Tentativo di golpe”.
Assai più neutro il conservatore El Mundo dove il fulcro è su Silvio Berlusconi che “non si arrende”: “Il governo approva un progetto di legge per impedire la morte di Eluana. Tuttavia il quotidiano intervista vari esperti sulla condizione di Eluana e sul rischio per lei durante il distacco dell’alimentazione, per concludere che «la paziente per il suo stato vegetativo non può sentire stimoli né dolore.
La storia non trova spazio oggi in Francia sul progressista Liberation e neppure sul conservatore Le Figaro, ma la seconda notizia del sito web di Le Monde titola invece: “L’eutanasia al cuore di una crisi politica in Italia”. Ed è in bella evidenza anche sul sito della tv satellitare France24, che riporta un lancio dell’agenzia France Presse: “L’eutanasia di Eluana Englaro scatena una crisi politica in Italia”.
E la vicenda è in evidenza anche su diversi siti tedeschi. “Battaglia su Eluana Englaro: morire e lasciar vivere”, titola la Sueddeutsche Zeitung nella sua edizione online e continua: «Corsa verso la morte: all’ultimo minuto il governo Berlusconi intende impedire il blocco dell’alimentazione artificiale della paziente Eluana Englaro in coma da 17 anni».
Su Der Spiegel online: «Berlusconi promulga un decreto d’urgenza contro il desiderio di morire. Disputa sul coma di una paziente: il premier italiano vuole con tutte le forze impedire che Eluana Englaro muoia. Ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha negato la firma necessaria. Sul caso è scoppiata in Italia un’accesa disputa politica».
Eluana arriva anche oltre oceano: sul New York Times la corrispondente Rachel Donadio scrive «Il caso ha provocato intense polemiche e ha diviso questo paese per lo più cattolico, dove è stato paragonato al caso di Terri Schiavo negli Stati Uniti, la donna che fu lasciata morire nel 2005 dopo una lunga battaglia del marito che voleva interromperle l’alimentazione artificiale». Terri Schiavo, ricorda l’articolo, morì in 13 giorni.
Ed è proprio la “rapida” fine di Eluana ad alimentare nuove polemiche in Italia dove Antonio Biancardi, capo della Procura di Udine, ha disposto l’autopsia sul corpo di Eluana Englaro. Lo confermano alla Procura di Udine. L’incarico è stato affidato anatomopatologo Carlo Moreschi e a un consulente della procura, un medico di Padova.
Poco prima il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Trieste, Beniamino Deidda, ha spiegato che ”siamo nella routine, non c’è una particolare situazione, diversa da altri ricoveri con decesso”. Commenti sulla vicenda, Deidda non ne vuole fare, si limita a dire: ”Credo davvero che questo sia il momento della meditazione e del rispetto della famiglia”.
Intanto questa mattina la direzione de “La Quiete”’ ha confermato che Eluana è morta per arresto cardiocircolatorio a seguito di insufficienza renale. Tuttavia, da quanto trapelato, le condizioni della donna ieri pomeriggio non facevano supporre un epilogo così rapido. Ieri sera, davanti a La Quiete ci sono stati dei momenti di forte tensione tra due schieramenti contrapposti: coloro che chiedevano che Eluana vivesse e quanti rivendicavano la libertà di scelta. Le forze dell’ordine sono intervenute a sedare gli animi, perché i manifestanti erano arrivati quasi alle mani.
Un pensiero a Eluana lo rivolge il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «È un momento di dolore e turbamento nazionale» ha detto il capo dello Stato. Sulla casa di cura «La Quiete» intanto è piombato il silenzio: le forze dell’ordine hanno transennato la strada davanti all’ingresso della casa di riposo, dove è atteso in giornata l’arrivo di Beppino Englaro, il padre della donna e probabilmente anche quello della madre di Eluana, Saturnia, detta “Sati”, gravemente malata. Raggiunto al telefono, Beppino ha pronunciato pochissime parole. «Sto un po’ meglio, grazie» ha detto, ma non ha voluto aggiungere altro. D’accordo con il pm, gli Englaro vedranno la loro figlia prima degli esami autoptici. Dinanzi all’ingresso della casa di cura – fino a lunedì affollato di manifestanti a sostegno della battaglia della famiglia Englaro o, sul fronte opposto, facenti parte dei comitati “pro-vita” – restano solo candele accese, cartelli e palloncini bianchi in memoria di Eluana. Dopo la veglia di preghiera, protrattasi fino a notte fonda, l’ingresso della casa di cura è ora praticamente sgombro, presidiato solo da polizia e carabinieri. Beppino Englaro, che non era al capezzale della figlia al momento del decesso, arriverà da Lecco e in Friuli avrà la scorta.
Replicando alle affermazioni di chi ha sostenuto che ci sia stata una qualche irregolarità proprio nell’applicazione del protocollo, la curatrice speciale di Eluana Franca Alessio, ha apostrofato come «vergognoso» il tentativo di «gettare ombra su questa drammatica vicenda».
Ma al di la di tutto, al di la delle polemiche e della strumentazione politico-religiosa che della vicenda si è fatta, adesso ciò che viene da chiedere è che finalmente cali il sipario su una vicenda così intrisa di dolore da risultare incomprensibile agli occhi di qualunque osservatore esterno. Ci auguriamo tutti che dopo 17 anni di oblio Eluana possa avere finalmente trovato la pace e come lei anche i familiari che l’hanno vista “spegnersi” quel lontano 18 Gennaio 1992, quando a ricordare ciò che era la loro figlia rimase solo un corpo inerte.
L’unica domanda che resta ancora sospesa nell’aria è se davanti alla richiesta di porre termine ad una esistenza che neppure può considerarsi più tale, non sarebbe meglio accantonare l’ipocrisia della “contrarietà all’eutanasia” (peraltro come definire altrimenti quella salomonicamente chiamata “Protocollo” dalla Cassazione, che ha portato Eluana alla morte?) e optare per una soluzione che preveda in effetti una addio alla vita meno tormentato e discusso? (ore 11:00)