Auckland – Lo conosciamo come canto intimidatorio recitato dagli All Blacks in segno di sfida agli avversari prima delle partite di rugby, ma in realtà l’«Haka», ha origini ben più nobili e remote. «Ka Mate-Ka Mate» è l’urlo iniziale, «Io muoio-Io muoio», alternato a un «Ka Ora-Ka Ora», «Io vivo – Io vivo». Una danza di guerra eseguono anche le altre nazionali del Pacifico – Figi, Tonga e Samoa – ma la più nota è proprio la «haka», assurta a simbolo dello spirito indomito e della fierezza degli All Blacks.
Racconta il mito maori che Tama Nui Tora, il dio Sole, avesse due mogli: una d’estate, Hine Raumati, e l’altra per l’inverno, Hine Takurua. Dalla prima nacque un figlio, Tane Rore, la cui danza rappresentava il tremore dell’aria nei giorni infuocati dalla calura estiva: di qui nacque la haka, danza per soli uomini.
Da 10 anni i Ngati Toa avevano cercato più volte di imporre un diritto d’autore sulla Haka per limitarne gli abusi a fini commerciali, soprattutto nei casi in cui l’impiego per scopi pubblicitari ne mortificava il valore culturale.
Finalmente il Governo della Nuova Zelanda ha deciso di risarcire e di restituire i diritti della danza di guerra agli eredi dei nativi delle isole del Pacifico che quella danza avevano creato, ai tempi della colonizzazione dei bianchi anglosassoni.
Il riconoscimento sana una disputa vecchia di 160 anni. Il governo di Wellington ha siglato un accordo di risarcimento complessivo con otto tribù locali, per 300 milioni di dollari neozelandesi, l’equivalente di circa 121 milioni di euro, come compensazione per gli «abusi» commessi dai colonizzatori inglesi ai danni degli indigeni. Nell’indennizzo sono compresi anche terreni, oltre alla concessione a una delle tribù della proprietà intellettuale e i diritti commerciali della danza più famosa del pianeta.
Ora che la battaglia combattuta in nome del grande re Te Rauparaha è vinta, il primo ministro John Key ha affermato di non aspettarsi che i maori possano chiedere diritti di sfruttamento né imporre veti, in particolare nei confronti degli All Blacks, «orgoglio di tutti» i neozelandesi. (ore 10:40)