Roma – Alla fine sono molte di più di quanto si credesse le persone fisiche coinvolte nell’inchiesta della procura di Roma sui conti aperti in Liechtenstein fino al 2002 e indagate per la violazione della legge n.74 del 2.000 per dichiarazione infedele e omessa dichiarazione.
Dei 388 nominativi, oltre cento finiranno al vaglio della procura di Milano. Poco più di sessanta resteranno all’attenzione degli inquirenti romani. Bolzano e Firenze indagheranno rispettivamente su 40 e 20 correntisti. Napoli lavorerà solo su due posizioni. Da Roma, a giorni, partirà una richiesta di rogatoria in Liechtenstein per avere conferma dell’autenticità dei nomi (tutti domiciliati fiscalmente in Italia) acquisiti, su delega della procura, dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza presso l’Agenzia delle Entrate. I depositi vanno da un minimo di 200 mila euro a un massimo di 400 milioni. Ferma restando la difficoltà di avere una risposta dal Liechtenstein c’è voluto poco tempo agli uomini guidati dal colonnello Vito Augelli, incrociando le informazioni presenti nelle banche dati della Finanza, come forza di polizia e come struttura di indagine economico-finanziaria, per identificare i singoli correntisti (da individuare ne manca ancora una ventina), catalogandoli per gruppi o per trust, e creando per ciascun soggetto fisico una sorta di dossier. Poiché nel processo tributario c’é l’inversione dell’onere della prova, spetterà a ogni singolo correntista dimostrare di aver eventualmente presentato dichiarazione riservata per usufruire dello “’scudo fiscale”. Diverso il discorso dal punto di vista penale. (ore 13:55)

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