Milano – Non ce l’ha fatta Candido Cannavò, ex direttore della Gazzetta dello Sport che si è spento ieri mattina all’ospedale Santa Rita di Milano, dove era stato ricoverato giovedì a seguito di una emorragia cerebrale devastante che lo aveva colto proprio mentre era nella sede della Gazzetta, in via Solferino a Milano.
<<Questa notte ha avuto una grave crisi ipotensiva, con scompenso cardiocircolatorio e oscillazione dei parametri vitali>>, ha detto Daniela Bianchi, responsabile comunicazione della clinica. Aveva 78 anni e al suo capezzale nelle ultime disperate ore, ha avuto la moglie Franca e i tre figli Alessandro, Marilisa e Marco, ma fuori da quella camera d’ospedale in realtà centinaia di migliaia di suoi lettori facevano il tifo per lui.
Oggi alle 11:00 è stata aperta la camera ardente allestita nella sala Montanelli della sede di Rcs a Milano. Lì colleghi, amici, conoscenti e lettori gli stanno dando il loro ultimo. Il colore rosa del giornale che ha guidato per 19 anni, circonda Cannavò anche in questo momento: nelle righe della cravatta indossata sotto l’abito gessato nero, nei vasi di fiori attorno al feretro e sullo sfondo di una foto, posta su un cavalletto, di lui sorridente in occasione di una delle ultime edizioni del Giro d’ Italia. Uno dei primi ad arrivare questa mattina è stato l’attuale direttore della Gazzetta dello Sport, Carlo Verdelli, seguito da moltissimi giornalisti che hanno lasciato sul libro delle firme messaggi di affetto e stima e anche un mazzo di tulipani avvolto nella prima pagina della rosea. La camera ardente sarà aperta al pubblico anche martedì dalle 9:00 alle 13:30. I funerali di Cannavò si svolgeranno martedì a Milano alle ore 14.45 nella Basilica di Sant’Ambrogio, e non nella Chiesa di San Pietro in Sala, come comunicato in precedenza.
Candido Cannavò aveva cominciato la sua carriera alla «Sicilia» all’età di 19 anni. Ma il sogno era quello in rosa della Gazzetta, che comincia a realizzarsi nel 1955 quando diventa corrispondente, poi uno degli inviati più brillanti e seguiti dai lettori. Era un destino segnato quello di diventarne prima vicedirettore, nel 1981, poi condirettore quindi, nel 1983, direttore, succedendo a Gino Palumbo. In quel ruolo per quasi vent’anni ha accompagnato il giornale in una crescita costante nelle vendite e, soprattutto, nel rapporto con i lettori, che avevano trovato in lui non soltanto un grande giornalista, ma quasi un padre con cui discutere, tifare, appassionarsi. Con lui la Gazzetta dello Sport ha consolidato il suo primato, ha avviato nuove iniziative, dal settimanale al sito web. In Gazzetta , in questi ultimi anni aveva il ruolo di editorialista, che svolgeva con lo stile e l’autorità di sempre. Ma non lo viveva da lontano, con distacco. Anzi, ne ha anche sofferto molto, quando ha dovuto scavare nelle vicende del doping nel ciclismo o in quelle di Calciopoli, una profanazione del suo mondo, del suo modo di vedere e concepire lo sport, una visione nella quale i valori e i princìpi dovevano per forza prevalere sulle furbizie, sui trucchi e sulle ingiustizie.
Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso la sua partecipazione al dolore della famiglia e al cordoglio del mondo dell’informazione ricordando “il giornalista di lungo corso che dalle colonne della Gazzetta dello Sport, di cui è stato per tanti anni direttore, e dalle più diverse tribune mediatiche, ha raccontato con passione e acutamente divulgato i valori di lealtà e di competizione che hanno reso sempre più popolare il gioco del calcio e lo sport italiano”. Il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha appreso “con sincera commozione” la notizia, sottolineando l’autentica passione e il rigore di Cannavò, che ha affiancato il giornalismo ad un forte impegno a favore della sua terra, la Sicilia, “preoccupandosi di realtà sociali problematiche come quella delle carceri e dei disabili”. “Appresa la notizia della scomparsa di Candido Cannavò desidero esprimere alla famiglia a nome mio e dei colleghi senatori sentimenti di sincero cordoglio”. Lo afferma il presidente del Senato,Renato Schifani, in un messaggio ai familiari del giornalista scomparso. “Storico direttore della Gazzetta dello Sport – continua il Presidente del Senato – giornalista di grande serietà e spessore, ha saputo raccontarci il mondo dello sport e del calcio con competenza e grande equilibrio. Non dimenticheremo altresì – conclude il presidente Schifani – le straordinarie qualità umane, che lo hanno portato come cronista e studioso a interessarsi ai problemi dei deboli e degli emarginati e a spendere il suo impegno per l’amata Sicilia”. (ore 12:09)

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