Berlino – Sottoposto ad una Tac il busto di Nefertiti, la regina egizia moglie del faraone Akhenaton che regnò attorno al 1350 a.c., ha rivelato un interessante curiosità: colui che lo scolpì operò la prima operazione di “fotoritocco” della quale si abbia notizia.
Scoperto dall’archeologo tedesco Ludwig Borchardt nei primi anni del XX secolo, il busto è da sempre reclamato dall’Egitto ma è anche uno dei pezzi forti della collezione del museo berlinese che a partire da ottobre lo esporrà in una sala apposita. La tomografia assiale computerizzata cui è stata sottoposta la statua ha rivelato che la scultura originaria è stata realizzata in pietra calcarea.
Nel corso dei millenni si sono però succeduti alcuni interventi che hanno nascosto sotto uno strato di 1-2 millimetri di stucco il volto scolpito in origine, che aveva una piccola gobba sul naso, delle pieghe di espressione agli angoli della bocca, zigomi meno pronunciati e palpebre appesantite.
La scoperta è stata annunciata dai ricercatori che hanno analizzato la scultura, pezzo forte del Neues Museum di Berlino. (ore 10:00)