L’Aquila – La placida notte abruzzese stanotte è stata squarciata intorno alle 3:32 del mattino dal boato di un sisma di magnitudo 5.8 Richter (8/9 Mercalli) che ha messo in ginocchio la regione radendo quasi del tutto al suolo diversi paesi.
L’epicentro a circa 1o km dall’Aquila, ma la scossa è stata nettamente avvertita in tutto il centro Italia dalla Romagna a Napoli. Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, ha dichiarato che un sisma di 5,8 gradi è considerato «moderato, con un’intensità 30 volte inferiore a quella che nel 1980 devastò l’Irpinia».
Ma la consolazione resta magra, dal momento che data l’ora, sono innumerevoli le persone sorprese nel sonno che sono rimaste schiacciate dalle macerie.
Il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, parla di 92 morti e oltre 1.500 feriti.
Non sono stati diffusi i dati sui dispersi, mentre migliaia sono gli sfollati. Decine le scosse che sono seguite avvertite dalla popolazione. In moto la macchina dei soccorsi da tutta Italia, firmato decreto per emergenza nazionale, questa sera consiglio dei ministri straordinario. Circa 40 le squadre con più di 200 volontari che hanno raggiunto l’Abruzzo, altrettante sono pronte ad operare.
Partita anche una task force vicentina, con una decina di uomini e quattro automezzi, mentre tra qualche ora si muoveranno anche 100 volontari alpini. Dalla Toscana partirà la prima colonna mobile di soccorso che dispone di strutture di soccorso, cucina da campo, servizi igienici, coperte e tende per 160 posti letto. Partiranno da Legnano (Milano) per L’Aquila 50 persone della Protezione Civile della Lombardia, con un centro polifunzionale e una tendopoli per 250 sfollati. In corso in tutta la regione il monitoraggio degli edifici scolastici danneggiati dal sisma. Tredici minori dell’Istituto penale minorile dell’Aquila stanno per essere trasferiti in altre sedi.
Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo ”serio” dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni costruzioni più recenti e anche in cemento armato.
La situazione più drammatica è nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime. Nel centro storico dell’Aquila vi sono numerosi crolli, moltissimi edifici lesionati e alcuni palazzi non antichi crollati completamente.
Particolarmente complicata la situazione all’ospedale dell’Aquila (rimasto senza acqua potabile), a sua volta lesionato in alcune parti dalle scosse sismiche, dove si sono effettuati i primi interventi anche in pericolo di inagibilità, tanto che numerosi medici medicano i feriti all’aperto di fronte alla entrata principale del pronto soccorso.
C’è un’unica sala operatoria in funzione e che quindi è necessario il montaggio di un ospedale da campo che, stando a fonti ospedaliere, sta arrivando dalle Marche. Una parte dei feriti più gravi che non possono essere trattati in ospedale, vengono trasferiti in elicottero in altri centri abruzzesi e a Rieti. Tutto intorno regna il caos e mentre continuano ad arrivate feriti sia con ambulanze che con auto private e di tanto in tanto sfilano barelle con i morti che vengono accompagnati al vicino obitorio.
Le linee ferroviarie principali, riferiscono le Ferrovie dello Stato, sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. Le infrastrutture centrali di Telecom Italia, sia nella telefonia fissa che in quella mobile, non hanno subito danni nel terremoto della notte scorsa in Abruzzo. In corso controlli sulle autostrade.
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha lanciato un appello urgente a tutti i cittadini per donare sangue.
<<La situazione è drammatica – ha detto il portavoce della Protezione civile Luca Spoletini –  Lo scenario è di centinaia di edifici crollati, migliaia di sfollati, numerose vittime, di cui non facciamo ancora un bilancio ufficiale>>.
Intanto fra lacrime, dolore e morte infuria la polemica. Era il mese di Marzo, intatti, quando Giampaolo Giuliani, esperto sismologo, annunciava: <<Ci sarà un sisma disastroso>>, venendo però prontamente smentito proprio dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che inviperito martedì 31 Marzo si era scagliato contro <<quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false>>, chiedendo una punizione. Tra gli «imbecilli» c’era, appunto, Giampaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso che, in seguito allo sciame sismico che sta interessando l’Abruzzo da più di un mese, aveva lanciato l’allarme: la regione sarà colpita domenica 29 Marzo da un terremoto «disastroso». Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. E Bertolaso ha ripetuto che <<lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere>>.
Oggi, dopo la tragedia, Giuliani parla con amarezza: <<C’è il rischio che domani mi mettano in galera – dice – ma confermo: non è vero, è falso, che i terremoti non si possono prevedere. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni – continua- vedevamo un forte aumento di radon, al di fuori della soglia di sicurezza. E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti. Questa notte il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l’avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l’hanno osservato. Poteva essere visto ce ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato. Abbiamo vissuto la notte più terribile della nostra vita, sono sfollato anche io… Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previsti>>.
E lui, il “povero imbecille”, ha sbagliato il giorno, ma non la previsione del fatto in se e per se. Ovvio, quindi, che monti la rabbia sentendo Bertolaso affermare: <<I terremoti che hanno colpito questa notte l’Abruzzo, con epicentro a L’Aquila, rappresentano senz’altro la peggiore tragedia dall’inizio di questo millennio>>. Alla luce dei fatti forse l’allarmismo catastrofico dello scienziato “povero imbecille” se tenuto nel giusto conto avrebbe potuto risparmiare qualcuna delle vittime inermi che oggi giacciono sotto le macerie. (ore 14:00)