Aumenta la mortalità dei microrganismi nel Mediterraneo

Aumenta la mortalità dei microrganismi nel Mediterraneo

Madrid – Uno studio spagnolo del “Consiglio superiore di ricerche scientifiche” (Csic) pubblicato sulla rivista Proceedings dell’Accademia nazionale di scienze statunitense, ha evidenziato che in 32 anni (calcolati dal 1974 al 2006) a causa dell’allungamento dell’estate marina (che conta ora trenta giorni in più) e dell’aumento della temperatura del mare, nel Mediterraneo è cresciuta esponenzialmente la di mortalità di massa di organismi che abitano il fondo marino.
I ricercatori sottolineano nell’indagine che l’allungamento delle condizioni estive nel mare, provocato dal riscaldamento globale, è dovuto all’incremento nella durata e intensità della stratificazione o mancanza di mescolanza fra le acque profonde, più fredde e ricche, e quelle superficiali. In altre parole, durante il periodo estivo lo strato superficiale del mare si riscalda progressivamente, per cui aumenta il contrasto termico con gli strati inferiori. Questa situazione di stratificazione e di mancanza di mescolanza fra le acque del fondo e della superficie si sviluppa da maggio ad ottobre.
Diversi tipi di invertebrati, inclusi coralli e spugne, risultano danneggiati spesso in maniera mortale dalle condizioni prolungate dell’estate. Le alte temperature comportano, infatti, un maggiore sforzo respiratorio e non c’é molto alimento disponibile, dato che gli elementi nutritivi non salgono dalle acque profonde più fredde a quelle superiori, più calde. I ricercatori assicurano che, per potere quantificare e limitare gli effetti del cambio climatico globale sugli ecosistemi, è indispensabile l’istituzione di osservatori per il rilevamento costante di dati ambientali.  (ore 10:00)

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