Continua a tremare l’Abruzzo

Continua a tremare l’Abruzzo

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L’Aquila – Fra le innumerevoli scosse che lasciano terrorizzati gli abitanti dell’Abruzzo ieri sera, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato un sisma di magnitudo 4.9, il più forte dopo quello distruttivo della notte del 6 Aprile, di magnitudo 5.8, e quelli del 7 e del 9 Aprile, rispettivamente di magnitudo 5.3 e 5.1. Nell’ambito dello sciame sismico in corso, una nuova replica è stata poi avvertita dalla popolazione anche stamani. Le località prossime all’epicentro sono Rocca di Cambio, Villa S. Angelo e San Panfilo D’Ocre. Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 11:08 con magnitudo 3.2. Inutile dire che fra la popolazione rifugiate nelle tendopoli ad ogni nuovo tremore panico ed esasperazione dilagano.
Nel frattempo è arrivato in Abruzzo il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, recatosi in primis all’ospedale da campo dell’Aquila, dove il porporato ha scambiato alcune parole con i vigili del fuoco. Quindi, il presidente della Cei ha incontrato i malati in uno dei reparti-tenda allestiti dinanzi al «San Salvatore».
Bagnasco ha annunciato anche un nuovo contributo economico da parte della Chiesa italiana. «Dopo i 3 milioni di euro già destinati, abbiamo deciso di destinare altri 2 milioni, oltre alla colletta nazionale di domenica prossima – ha annunciato – La mia presenza – ha poi aggiunto – era doverosa a nome di tutti i vescovi. Questa nostra gente aquilana – ha poi commentato – mostra una grande voglia di resistere e di superare questo evento drammatico all’insegna di una energia e di una grande ispirazione di fede, di religiosità che sprigiona dalle loro parole e dai loro volti».
Prosegue, intanto, l’inchiesta, aperta dalla Procura per accertare eventuali responsabilità penali nei crolli avvenuti con la scossa di una settimana fa. Un pool di esperti è stato incaricato di effettuare perizie su palazzi pubblici e privati. I primi dati resi noti dai tecnici incaricati degli accertamenti ha permesso di stabilire che circa il 50% degli edifici sin qui esaminati avrebbe condizioni di agibilità, mentre il 30% degli stessi risulterebbe irreparabilmente danneggiato.
Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso sarà invece in mattinata a Sulmona, dove la gente è preoccupata per quanto dichiarato dai geologi, che ipotizzano un sisma devastante nella Valle Peligna entro i prossimi dieci anni. (ore 11:25)

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