Roma – Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha chiarito quale sarà la posizione del Centro-Destra alle prossime elezioni politiche di Aprile. La strada perseguita sarà quella preannunciata in piazza San Babila a Milano il 18 di Novembre scorso, la stessa accolta con gioia da un vero e proprio bagno di folla: un movimento più grande, importante che unisca tutti i cittadini italiani che non si riconoscono nella sinistra e che condividono i valori che hanno consentito lo sviluppo della libertà in tutte le democrazie occidentali. Quindi un grande, grande movimento dei liberali e dei moderati italiani. Il tutto senza né il simbolo di Forza Italia, né il simbolo di An, ma sotto l’egida di Popolo della Libertà. “Sentirò il presidente Fini e il presidente Bossi entro oggi – ha chiarito il Cavaliere – per definire i vari particolari. La Lega per la sua posizione di partito territoriale, radicato in una certa parte del Nord soprattutto, si federerà con il Popolo della libertà e dentro il Popolo della libertà saranno accolti tutti, spero anche l’Udc, e tutti i rappresentanti dei raggruppamenti più piccoli che vorranno unirsi a noi e che saranno i benvenuti. Per quanto riguarda il programma continueremo con i gazebo – ha spiegato l’ex premier – per sottoporre ai cittadini la scelta delle priorità. Presenteremo un programma sotto forma di disegni di legge e indicheremo quanti approveremo al primo Consiglio dei ministri, quanti al secondo e così via via nei primi cento giorni. Credo che saranno una decina di punti che toccheranno tutti i settori per rimediare sia alle inefficienze strutturali dell’Italia, sia ai danni combinati da questo governo nei suoi 18 mesi”. Quindi l’annuncio che in un eventuale governo del centrodestra “ci saranno 12 ministri e il totale tra ministri, viceministri e sottosegretari dovrà arrivare a 60 unità”, dal momento che “c’è una legge che vale per tutti”. L’ex premier ha poi manifestato l’intenzione di presentare un provvedimento che preveda “il dimezzamento del numero dei parlamentari”. “Non c’è nessuna contromossa da parte mia e da parte nostra rispetto alla decisione di Veltroni – ha concluso Berlusconi – Il leader del Partito democratico non ha fatto una scelta da attribuirsi al coraggio, ha fatto una scelta di necessità perché si doveva e si deve togliere dall’abbraccio mortale della sinistra radicale e antagonista con cui non è riuscito ad andare d’accordo in meno di due anni di governo”. (ore 10:40)