Roma – L’ Istituto superiore di sanità (Iss) di Roma durante l’Alcohol prevention day, giornata di sensibilizzazione sul tema durante la quale sono stati diffusi i risultati della ricerca “Il pilota”’ condotta dall’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute).
Il “binge drinking coinvolge il 64,8% dei ragazzi e il 33,7% delle ragazze, con un picco allarmante tra i minorenni: il 42% dei maschi e il 21% delle femmine under 18, infatti, bevono fino ad ubriacarsi. Un numero superiore rispetto ai 19-24 enni e a quelli con più di 25 anni, tra cui si registra la più elevata percentuale di sobri. Tra i minorenni c’è anche il triste primato dei bicchieri in eccesso consumati nell’arco di una sola serata: 4 e mezzo tra i maschi, addirittura 6 tra le femmine.
Sono poi in aumento in Italia i giovanissimi “policonsumatori” di bevande alcoliche, ovvero coloro che nell’arco della stessa sera mischiano diverse bevande ad alta gradazione, fino allo sballo. Il 64% dei ragazzi coinvolti nella ricerca, dichiara infatti di consumare nella stessa serata whisky, gin, tequila e liquori ad alta gradazione.
Dalle rivelazioni effettuate nel 2008 dal sistema di sorveglianza “Passi” (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) è poi emerso che più di un italiano su dieci si mette alla guida dopo aver bevuto almeno due bicchieri di vino o due lattine di birra, quantità sufficienti per abbassare di molto la soglia di sicurezza al volante.
Passi è un progetto promosso dal ministero del Welfare e realizzato da Regioni e Province autonome italiane, con il coordinamento del Centro nazionale di epidemiologia dell’Iss. Il progetto ha permesso di intervistare circa 5.300 persone nel 2008 per fare un punto della situazione. Anche se si tratta di un’abitudine diffusa in tutto il Paese, la forbice tra nord e sud appare netta. A Matera, ad esempio, il valore scende al 5%, mentre in Valle d’Aosta arriva al 16%. (ore 13:00)