Influenza suina: il mondo trema. Primo caso in Spagna

Influenza suina: il mondo trema. Primo caso in Spagna

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Città del Messico – E’ emergenza conclamata in Messico dove l’influenza da suini ha in pochi giorni provocato 103 morti, come reso noto dal ministro della sanità José Angel Cordova, precisando che le persone ricoverate sono 1.614. 
Gli Stati Uniti, infatti, hanno proclamato lo stato d’emergenza. Il presidente Barack Obama, si è detto <<molto preoccupato per i recenti casi di influenza causata da un virus dei suini>>, come ha riferito uno dei consiglieri per la Sicurezza Nazionale, John Brennan, aprendo il briefing convocato alla Casa Bianca sull’allarme causato dall’influenza. Brennan ha confermato che sono stati accertati una ventina di nuovi casi negli Stati Uniti e che la messa a punto di un sistema di sorveglianza e di comunicazione corretta è considerato “alta priorità”..
Gli studenti di una scuola privata di New York domani e dopodomani non andranno a lezione in modo che le autorità sanitarie possano verificare se ci sono o meno rischi di contagio alla St Francis Preparatory School, nel Queens, dove otto alunni potrebbero aver contratto l’influenza causata dal virus A-H1N1 dei suini. I primi test effettuati sugli otto studenti da personale del Centers for Desease Control and Prevention (CDC) hanno confermato che i pazienti hanno contratto un’influenza di tipo non umano di tipo A, e non hanno escluso che possa essere quella dai suini. La scuola pertanto ha deciso di chiudere le sue attività per due giorni.
Un alto responsabile delle autorità sanitarie statunitensi ha detto di temere che alcune persone moriranno negli Usa in seguito all’epidemia di influenza da suini. La dottoressa Anne Schuchat, del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha detto in un briefing telefonico con i giornalisti che le autorità sanitarie si stanno preparando ad una propagazione della malattia oltre ai 20 casi confermati negli Stati Uniti e ha aggiunto: <<Temo che avremo dei morti>>.
Intanto da Ginevra il responsabile dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell’Oms, fa sapere che <<Il mondo non è mai stato così pronto ad affrontare una potenziale pandemia, grazie agli enormi sforzi compiuti negli ultimi cinque anni>>.
Ma la paura dilaga e i casi sospetti si estendono a tutto il mondo: in Canada (sei), Colombia (nove), mentre si segnala un caso in Brasile. Insieme ai viaggiatori provenienti dal Messico il virus ha forse attraversato l’Atlantico: casi sospetti sono segnalati in Spagna (venti) e Francia (due).
In Spagna è stato accertato oggi che almeno in un caso effettivamente si tratta proprio di influenza suina.
A confermarlo è il ministro spagnolo della Sanità, Trinidad Jimenez, che ha dichiarato che un caso di contagio a un uomo è stato scoperto in una persona che arrivava da un viaggio in Messico. «È stato confermato che i test effettuati sul paziente (un ragazzo di 23 anni rientrato dal Messico il 22 aprile) di Almensa (Sud-Est della Spagna) per l’influenza porcina sono risultati positivi», ha detto il ministro in una conferenza stampa.
La Commissione europea ha chiesto un incontro straordinario dei Ventisette sull’emergenza. L’incontro potrebbe essere a livello di ministri degli Esteri. Proprio oggi a Lussemburgo è in programma il Consiglio Affari generali e relazioni esterne che riunisce i capi delle diplomazie dei Ventisette, dedicato, in massima parte, proprio a questa emergenza. Atteso a Lussemburgo anche il commissario europeo alla Sanità Androulla.
Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini, giunto a Lussemburgo, <<per l’Italia i rischi sono insignificanti>>, mentre per il presidente della Commissione José Barroso: <<la situazione di emergenza per la sanità pubblica è attualmente limitata al continente americano. La Commissione sta seguendo la situazione sia con gli stati membri sia con l’Organizzazione mondiale della sanità – ha detto Barroso – In attesa della riunione straordinaria del Consiglio sanità, la Commissione continuerà a valutare l’informazione degli esperti e i potenziali danni e deciderà con gli stati quali misure dovranno essere prese>>.
Rassicurazioni arrivano anche dal sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, che ha dichiarato che i casi di febbre suina segnalati aumentano e <<siamo ormai a livelli di allerta internazionale più vicini al 4 che al 3 (su un massimo di 6) e comunque in America le infezioni sono state molto ben gestite e sono stati sufficienti i farmaci antivirali. Questo è fonte di cauto ottimismo – ha commentato – ma sappiamo bene che i virus possono ritrasformarsi successivamente. Da un punto di vista della trasmissione – ha aggiunto – rispetto all’influenza aviaria siamo forse a un livello più alto. Ma comunque siamo più pronti a fronteggiare il virus. I Paesi più a rischio sono quelli con sistemi sanitari meno evoluti. Abbiamo continui contatti con i Paesi europei per mettere a punto possibili strategie contro una possibile pandemia, un’emergenza alla quale ci si prepara da tempo – ha aggiunto – da tempo l’Italia ha scorte di farmaci antivirali>>. In ogni caso in Italia è stata attivata al ministero del Welfare l’Unità di crisi, già al lavoro, che è composta da quattro-cinque esperti e lavora in contatto costante con le autorità sanitarie internazionali per monitorare la situazione.
Oltre all’Unità di crisi, è attiva anche “la sorveglianza attraverso la rete dei medici sentinella”, una rete collaudata da anni per la sorveglianza dell’influenza stagionale e che è in grado di dare segnalazioni sia sul virus sia sui sintomi. E’ inoltre in corso negli uffici della Sanità marittima e aerea la distribuzione di volantini per i passeggeri in arrivo dalle zone a rischio, dal Messico in particolare. In arrivo fra due o tre giorni anche un numero verde per in passeggeri in arrivo dal Messico, o in partenza.
Per quel che concerne i paesi extraeuropei, il governo giapponese ha potenziato le misure contro i rischi di contagio d’influenza suina attraverso norme di quarantena e controlli sul fronte dell’immigrazione più stringenti, con l’ipotesi di produrre i vaccini. Il premier Taro Aso, nella riunione di gabinetto d’emergenza di questa mattina, ha chiesto ai suoi ministri di garantire la sicurezza dei cittadini.
La Cina ha vietato le importazioni di carne suina dal Messico e dalle regioni degli Usa nelle quali si sono verificati casi di influenza dei suini. Lo ha annunciato il ministero dell’ agricoltura di Pechino.
E in Israele il ministero della sanità ha accresciuto lo stato di vigilanza in seguito all’ allarme internazionale per la influenza da suini e ha impartito ordini precisi agli ospedali sul trattamento da riservare in casi di sospetta infezione. In particolare sono state approntate ambulanze da utilizzarsi per il trasporto di persone in apparenza contagiate. Finora in Israele si ha notizia di un unico caso sospetto: quello di Tomer Vajim 26 anni, rientrato la settimana scorsa da un viaggio in Messico e poi colto da spossatezza e da febbre alta. Il direttore dell’ospedale Laniado di Natanya (a nord di tel Aviv) Avinoam Shkolnik, ha detto che è “molto remota” la probabilità che egli sia stato effettivamente contagiato. <<Se non fosse stato in Messico, non lo avremmo nemmeno ricoverato>>, ha aggiunto. Da ieri sono state vietate in Israele le donazioni di sangue da parte di chi abbia visitato nelle ultime settimane il Messico o il Texas. Preparati diversi scenari di emergenza: se in Israele dovesse manifestarsi una epidemia vera e propria, scrive la stampa, le misure per combatterla sarebbero assunte dal ministero della difesa.  (ore 10:10)

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