Pisa – La super antenna estesa dagli Stati Uniti all’Europa, il più potente strumento oggi esistente per catturare le onde gravitazionali ha dimostrato che  il “tuono” del Big Bang da cui è nato l’Universo è più debole del previsto. Il riscontro si basa sui dati raccolti dal 2005 al 2007 dalla grandissima rete di antenne formata da quattro interferometri, uno dei quali si trova in Toscana.
La rete è nata dalla collaborazione Ligo-Virgo, alla quale l’Italia partecipa con l’Istituto nazionale di fisica nucleare e con l’interferometro Virgo, che si trova a Cascina (Pisa) ed è stato realizzato in collaborazione con la Francia. Gli altri tre interferometri fanno parte del programma americano Ligo (Laser interferometer gravitational-wave observatory): due di essi si trovano negli Usa, a Hanford (Stato di Washington) e Livingston (Louisiana), e il terzo in Germania, ad Hannover. Insieme, le quattro antenne diventano un gigantesco e potentissimo rivelatore di onde gravitazionali dal valore complessivo di circa 400 milioni di euro e al quale lavorano circa 800 ricercatori.
Da anni questa potentissima antenna è in ascolto delle onde gravitazionali che possono essere pensate come increspature dello spazio-tempo che hanno altezze diverse e si propagano in direzioni differenti. Le onde gravitazionali, la cui eco è chiamata “rumore di fondo stocastico” sono generate, oltre che dal Big Bang, ogni volta che nell’universo avviene una potente esplosione, come quella delle stelle giunte alla fine della loro vita (supernovae), lo scontro tra buchi neri o la collisione fra stelle di neutroni. Sono state previste da Albert Einstein nel 1916 e sono l’unico segnale capace di spingersi più indietro nel tempo, fino all’epoca del Big Bang e perfino al pre-Big Bang. L’altro segnale utile per ricostruire le origini dell’Universo, la radiazione cosmica di fondo, riesce infatti a spingersi fino ad osservare il baby-Universo. (ore 09:00)
Nella foto: ricostruzione grafica del Big Bang.