Stoccolma – In Svezia quest’anno il contributo fornito dalle bioenergie al bilancio energetico nazionale supererà quello assicurato dalle centrali idroelettriche e nucleari insieme. Lo riferisce la Swedish Energy Agency secondo la quale l’apporto delle bioenergie nel sistema svedese raggiungerà quest’anno i 125 TWh (miliardi di kWh) contro i 124 TWh derivanti dalla somma di idroelettrico e nucleare (in Svezia sono in servizio 10 centrali nucleari, per una potenza complessiva di 9.095 MW). La crescita delle bioenergie è stata particolarmente rapida nel Paese scandinavo, con un tasso medio di +3,3 TWh l’anno negli ultimi 20 anni. Le bioenergie coprono oggi circa il 28% dei consumi elettrici del Paese. Già nel 1986, i 65 TWh assicurati da questa fonte avevano superato il quantitativo fornito dalle centrali idroelettriche per oltrepassare poi, a distanza di un solo anno, anche la produzione fornita dagli impianti nucleari. Secondo Gustav Melin, presidente della Svedish Bioenergy Association, questo ritmo di crescita potrà essere mantenuto nei prossimi anni e, insieme allo sviluppo dell’energia eolica e agli interventi di efficienza energetica, consentirà alla Svezia di coprire con fonti rinnovabili circa il 50% del proprio fabbisogno elettrico entro il 2020. (ore 16:00)