Roma – La Commemorazione dei defunti, chiamata anche Giorno dei Morti, è una ricorrenza della Chiesa cattolica, che nel calendario liturgico segue la festività di Ognissanti, che ricorre l’1 Novembre.
Nel vetus ordo del rito romano era previsto che nel caso in cui il 2 Novembre cadesse di domenica, la ricorrenza sarebbe stata celebrata il giorno successivo, lunedì 3 Novembre. In Italia, benché molti lo considerino come un giorno festivo, la ricorrenza non è mai stata ufficialmente istituita come festività.
L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima – così chiamata prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II – , ossia la domenica che attualmente nel rito romano coincide con quella delle Palme, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di Gennaio ed il mese di Febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate bedenettino sant’Odilone di Cluny nel 998 e successivamente esteso a tutta la Chiesa Cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo.
È consuetudine nel giorno dedicato al ricordo dei defunti visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari.
Nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti si calcola che tre italiani su quattro renderanno omaggio ai loro cari scomparsi. Oltre la metà di loro porterà con sé dei fiori.
L’uso di deporre fiori sulle tombe è antichissimo e introdotto dal cristianesimo. Gli ebrei mettevano (e mettono ancora) dei sassi sulle tombe. Fin dal sec. IV Prudenzio ricorda che sui sepolcri cristiani si spargevano viole e fiori e talvolta attraverso fori praticati sui coperchi dei sarcofagi si facevano gocciolare latte e miele oppure ungenti preziosi direttamente sulla salma.
Se la maggioranza (53%) sceglie i fiori, di questi ben i due terzi li acquista dal proprio fioraio di fiducia mentre un terzo sul posto. Il crisantemo resta il dono preferito in questa occasione con una stima di più di 200 milioni di steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori.
I prezzi sono stabili rispetto allo scorso anno e – come precisa la Coldiretti- variano a seconda del momento e dei luoghi e per questo è opportuno, nonostante il tipo di ricorrenza, non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato. I prezzi di vendita per i fiori recisi variano da 1,5 euro a 7 euro per quelli più grandi e possono arrivare ai 15 euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori.
In molte località italiane nel giorno dedicato ai defunti è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In Sicilia durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici. Nella provincia di Massa Carrara la giornata è l’occasione del bèn d’i morti, con il quale in origine gli estinti lasciavano in eredità alla famiglia l’onere di distribuire cibo ai più bisognosi, mentre chi possedeva una cantina offriva ad ognuno un bicchiere di vino; ai bambini inoltre veniva messa al collo una collana fatta di mele e castagne bollite. Nella zona del monte Argentario era tradizione cucire delle grandi tasche sulla parte anteriore dei vestiti dei bambini orfani, affinché ognuno potesse metterci qualcosa in offerta, cibo o denaro. Vi era inoltre l’usanza di mettere delle piccole scarpe sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che nella notte del 2 Novembre le loro anime (dette angioletti) tornassero in mezzo ai vivi. In Puglia, particolarmente nelle zone di Foggia e Barletta, è tipico del giorno dei morti la preparazione della cosiddetta colva, un dolce composto da grano cotto, pezzi di cioccolato fondente, noci e mandorle tritate, chicchi di melagrana, uva passa e condito con zucchero e vincotto.
Nelle comunità dell’Italia Meridionale dell’Eparchia di Lungro e dell’Eparchia di Piana degli Albanesi si commemorano i defunti secondo la tradizione orientale di rito greco-bizantino. Le celebrazioni vengono effettuate nelle settimane precedenti la Quaresima.
Secondo la cultura tradizionale di molte località italiane, la notte del Giorno dei Morti le anime dei defunti tornerebbero dall’al di là effettuando delle processioni per le vie del borgo. (ore 11:13)