New York – Anno nuovo, paure vecchie. Negli Stati Uniti l’incubo terrorismo sembra non volere avere mai termine. Particolarmente delicata è la situazione dell’industria aerea americana, dal momento che i vertici della maggiori compagnie, che sono sopravvissute agli attacchi terroristici dell’11 Settembre, all’impennata delle quotazioni petrolifere e alla recessione, devono ora cercare di minimizzare l’impatto del tentato attentato del giorno di Natale sui viaggiatori, così da convincerli a non rinunciare ai piani di volo nel 2010 e come ciliegina sulla torta, dalla mezzanotte italiana sino alle prime ore del mattino uno dei tre terminali di uno dei principali aeroporti americani, quello di Newark (New Jersey) nei pressi di New York, è stato chiuso nella notte perché un uomo sarebbe riuscito ad entrare nell’area di imbarco eludendo i controlli.
L’area d’imbarco è quella del terminal C, quello in cui opera in particolare la Continental. E’ stata svuotata da tutti i passeggeri, che sono stati controllati per una seconda volta. Le autorità aeroportuali hanno previsto da subito forti ritardi nei voli, anche perché le condizioni atmosferiche non sono buone, con le temperature sottozero nei pressi di New York.
Il terminal ha riaperto i battenti, ma i disagi continuano con ore di fila ai check-in e poi agli imbarchi che sono stati riaperti al traffico alle 22.00 locali (le 04.00 italiane) dopo circa quattro ore di chiusura. Le file interminabili per arrivare i varchi sono dovute al fatto che tutto il terminal è stato sgomberato, compresi dunque i passeggeri già imbarcati sui rispettivi voli, che hanno dovuto ricominciare da capo. (ore 12:00)