Port-au-Prince – Devastazione, terrore, angoscia, miseria: la capitale di Haiti dopo oltre 30 ore il catastrofico terremoto che ha colpito l’isola sembra una città di zombie.I cadaveri giacciono ancora nelle strade, le autorità locali non riescono ad organizzare il benché minimo soccorso, gli sciacalli sono liberi di agire in mancanza di una polizia che non riesce a riorganizzarsi, l’unico ospedale non distrutto dal sisma è stracolmo e la sua attività è affiancata dalle squadre di soccorso medico statunitensi sono riuscite ad entrare in azione a Port-au-Prince, mentre è atteso anche l’arrivo del primo aereo italiano di aiuti.I mezzi aerei dei soccorsi annunciati tardano ad arrivare anche perchè solo una pista dell’aeroporto è agibile e la torre di controllo emidistrutta funziona come può. Navi e aerei dagli Stati Uniti stanno facendo rotta verso l’isola caraibica mentre gli Usa hanno annunciato che prenderanno il controllo dello spazio aereo e gestiranno l’aeroporto di Port-au-Prince, dove si teme che il terremoto abbia causato oltre centomila morti.
Decine di migliaia di persone si sono assiepate nella notte nelle strade, trovando riparo nei giardini pubblici. Quelli che circondano gli uffici del premier ed altri vicini al palazzo presidenziale sono stati presi d’assalto. Regna il caos: non è stata riattivata l’elettricità, le strade sono impercorribili perché invase dalle maceria, i pochi mezzi di soccorso (ruspe e scavatrici) non riescono a svolgere interventi mirati perché nessuno li coordina e si temme che tutti quelli che sono sotto le macerie non potranno essere salvati, ammesso che ce ne siano ancora vivi.
Rimane alta la preoccupazione per gli oltre 100 italiani presenti sull’isola che ancora mancano all’appello. Il ministro delle Esteri Franco Frattini ad Addis Abeba dove è in visita ha dichiarato <<Non abbiamo notizie positive ma per fortuna neanche negative, quindi speriamo bene>>. (ore 09:00)