Haiti, i soccoritori si muovono tra mille difficoltà

Haiti, i soccoritori si muovono tra mille difficoltà

0 1

Port-au-Prince – Morte, devastazione e saccheggi; bambini abbandonati senza più genitori rimasti sotto le macerie; mancano cibo, acqua ed energia elettrica; i cadaveri dopo tre giorni dal catastrofico sisma sono ancora ammassati per strada, la gente respira l’aria ammorbata dalle putrefazioni e c’è il rischio concreto di un’epidemia. Port-au-Prince è un immenso cimitero.Il presidente haitiano, René Preval, scampato alla morte e riapparso in pubblico, ha reso noto che 7 mila corpi sono stati interrati in una fossa comune. La Croce Rossa haitiana stima in circa 50 mila i morti, mentre i feriti ed i senzatetto sarebbero addirittura tre milioni su una popolazione di poco più di nove. Oltre 1.500 morti sono stati ammassati nell’obitorio del policlinico di Port-au-Prince, dove camion requisiti dalla polizia continuano incessantemente a trasportare cadaveri in decomposizione per il caldo tropicale raccolti dalle strade o estratti dalle macerie. Tra le vittime figurano anche 36 membri della missione Onu ad Haiti; i dispersi sono circa un centinaio e le speranze di trovarli in vita si affievolisce. Nelle ultime ore si segnalano anche numerosi saccheggi di negozi di generi alimentari della capitale e la missione di pace dell’ Onu è preoccupata per l’eventuale saccheggio di armi che potrebbe essere finalizzato ad un macabro colpo di mano per prendere il potere approffittando della situazione di caos in cui operano gli uffici e i militari  governativi.
La macchina degli aiuti umanitari si è messa in moto ma si muove lentamente a causa di collegamenti stradali inesistenti e di difficoltà legate alla mancanza di un reale coordinamento.
Sono un centinaio gli italiani che mancano ancora all’appello e in mancanza di notizie certe si spera che siano trovati vivi. I funzionari del contingente italiano, giunto a Port-au-Prince per rintracciare i nostri connazionali ancora dispersi, si muovono tra mille difficoltà.La Farnesina invita chiunque sia a conoscenza di amici o parenti italiani che si trovano ad Haiti a contattare l’Unità di crisi al numero 06-36225 per accelerare la ricerca dei nostri connazionali.
I primi militari Usa sono già arrivati e hanno riaperto l’aeroporto, mentre l’amministrazione Obama ha annunciato l’invio di una brigata di 3.500 uomini dell’82ma divisione aviotrasportata. (ore 09:00)

NO COMMENTS

Leave a Reply