Por-au-Prince – Benvenuti all’Inferno! Tutta Haiti e la capitale in particolare, trascorsa la quarta notte dopo il terrificante sisma di martedì scorso, sono in situazione infernale. Caos, sciacalli, centinaia di bambini che in un istante sono diventati orfani abbandonati a se stessi per le strade, timori di rivolta, cadaveri ancora sotto le macerie, fosse comuni che continuano a riempirsi e soprattutto le cifre della apocalisse: i morti potrebbero arrivare a 200mila,  l’Onu considera Leogane, città di 134mila abitanti a ovest di Port-au-Prince, distrutta al 90 per cento e di ritenere che tra le 5mila e le 10mila persone siano tuttora intrappolate tra le macerie.
I soccorittori si  muovono con difficoltà  in un paese praticamente senza governo perché quello in carica non è in grado di riorganizzarsi, circostanza che ha determinato il presidente degli Usa Obama ad inviare il segretario di Stato Hillary Clinton, per coordinare tutte le attività di soccorso, e 10mila marines per ripristinare l’ordine e porre un freno alle bande armate che di sera sono diventate padrone del campo. La situazione su questo fronte è diventata ancora più drammatica quando quasi 6.000 detenuti sono evasi dalle prigioni haitiane, parzialmente distrutte e lasciate senza sorveglianza. Dei 6.000 evasi, 4.000 erano detenuti nel carcere di Port-au-Prince e di questi molti erano stati condannati all’ergastolo. La mancanza di sicurezza è una delle principali fonti di preoccupazione dei team internazionali e delle squadre di soccorso oltre che degli abitanti di Port-au-Prince, vittime di saccheggi .
Nonostante la drammatica  e difficilissima situazione, si ritiene che ancora si possano trovare persone in vita sotto le macerie, grazie al clima di questi giorni e al tipo di strutture che sono crollate. L’Onu conferma, infatti,  che le operazioni restano concentrate sulla ricerca di sopravvissuti e che la fase di salvataggio durerà ancora. Si spera quindi di trovare persone vive sotto le macerie, come nel caso di alcuni bambini, nel gruppo dei quali c’é anche il piccolo Claude che si è guadagnato le prime pagine di tutti i giornali del mondo e che è stato estratto vivo dalle macerie della sua casa. E’ il caso di altri bambini che, piccolissimi, hanno avuto la fortuna di rimanere intrappolati negli ampi varchi creati dai crolli e quindi di non restare schiacciati. C’é poi la solidarietà che per le persone comuni si è tradotta in un record di raccolta di beneficienza lanciata dalla Croce Rossa americana: fin oggi oltre 10 milioni di dollari.
Per quanto riguarda gli italiani è pronto un piano di evacuazione a bordo del Falcon italiano che ha portato sull’isola l’advanced team e di altri aerei europei. Si lavora ad una lista di imbarco che darà ovviamente precedenza a bambini, donne e feriti. (ore 09:00)