Haiti, missione impossibile per medici e soccorritori

Haiti, missione impossibile per medici e soccorritori

Port-aut-Prince – Secondo quanto comunicato dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, sono 12 gli italiani che risultano dispersi ad Haiti mentre sono 190 i connazionali contattati e di questi 13 sono già rientrati in Italia stamane con il Falcon dell’Aeronautico militare rientrato dopo avere portato nell’isola caraibica un ospedale da campo, materiale sanitario e unità della Protezione Civile.Si tratta di quattro nuclei familiari, tre bambini e il gatto di uno dei bimbi. Sull’aereo hanno viaggiato anche una donna incinta e un anziano di 87 anni. Ad attenderli sulla pista dell’aeroporto di Cimapino dove il Falcon è atterrato a mezzogiorno i familiari e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Almeno 50.000 cadaveri sono stati finora recuperati per un bilancio che potrebbe raggiungere i 200.000 morti ma stentano ancora ad arrivare alla popolazione gli aiuti umanitari da tutto il mondo che ingorgano l’aeroporto di Port- au-Prince. Sui superstiti terrorizzati da una nuova scossa di terremoto, si aggira lo spettro della sete, mentre aumentano gli episodi di violenze e i saccheggi anche se i poliziotti haitiani stanno cercando di porvi un argine. La polizia ha sparato stamane contro alcuni saccheggiatori in un mercato di Port-au-Prince, uccidendone almeno uno. I poliziotti in pattugliamento nella zona hanno sorpreso alcuni giovani che stavano cercando di portar via tutto quanto riuscivano a recuperare tra le rovine di un mercato contro i quali hanno sparato colpendone uno alla testa mentre gli altri si davano alla fuga anche perché nella zona sono arrivati altre unità militari che hanno circondato la zona. Le operazioni per soccorrere i sopravvissuti sotto le macerie continuano senza soste e con tutti i mezzi. Tre persone sono state estratte vive stamane all’alba dalle macerie del Caribbean Market di Port-au-Prince (lo stesso supermercato dove é stato localizzato un disperso italiano: sono una bambina ed un uomo haitiani ed una donna americana. Un’altra donna è stata recuperata ancora viva tra i resti di un hotel di lusso crollato.
I chirurghi di “Medici senza frontiere” stanno eseguendo soprattutto interventi cesarei e amputazioni. All’ospedale di Choscal a Cité Soleil, dove “MSF” lavora dopo che le sue strutture sono state gravemente danneggiate, la sala operatoria ha continuato a lavorare senza sosta da venerdì mattina. All’ospedale Trinité, dove i pazienti vengono curati sotto le tende allestite sul terreno dell’ospedale distrutto dal terremoto, gli interventi chirurgici si svolgono in una sala operatoria improvvisata. Nel quartiere di Carrefour, colpito in modo particolarmente grave, “MSF” ha iniziato a lavorare in un ospedale con due sale operatorie. I feriti sono trasportati su carriole o sulla schiena di altre persone. Ci sono altri ospedali nella zona ma sono sovraffollati e hanno poche scorte di medicinali e poco personale.
La gente soffre particolarmente per la mancanza d’acqua e la rabbia cresce anche perché gli aiuti della comunità internazionale arrivano con il contagocce, per il disastro delle strade, per il pericolo di violenze e di saccheggi, ma anche anche per il caos che ancora regna all’aeroporto di Port-au- Prince, malgrado da venerdi ne abbiano assunto il controllo di militari americani. Il presidente haitiano, René Preval, che ha trasferito il suo ufficio e la sede del governo in una caserma di polizia vicino allo scalo, ha denunciato la mancanza di coordinamento. In un solo giorno siano arrivati 74 aerei da molti Paesi, congestionando l’aeroporto e un aereo-ospedale francese non è riuscito ad atterrare, suscitando la protesta, poi rientrata, del governo di Parigi.
Nel sisma che ha devastato Haiti sono morte tra le 40mila e le 50mila persone, secondo quanto stimato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), cifre citate in una nota dell’Onu diffusa oggi. Cifre che confermano così l’ultimo bilancio fornito dalle autorità haitiane che segnala 50mila morti, 250mila feriti, 2,5 milioni di persone rimaste senzatetto e fino a 25mila cadaveri radunati.
Il presidente Usa, Barack Obama, insieme ai due ex presidenti George W. Bush e Bill Clinton, ha lanciato una raccolta fondi per Haiti. Comparsi in televisione insieme al presidente in carica, i presidenti Bush e Clinton hanno accettato di aiutare il popolo americano a fare la sua parte perché la risposta al disastro, di fronte al quale l’America si mostra unita e daranno vita a quella che ha definito una delle più grandi operazioni di soccorso nella storia degli Usa. (ore 14:00)
Nella foto, poliziotti armati tra le rovine di Port-au-Prince.

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