Psicosi attentati in volo negli States

Psicosi attentati in volo negli States

Washington – E’ psicosi attentato in volo negli States dopo il fallito attentato firmato Al Qaida al volo di Natale per Detroit. Ieri atterraggio fuori programma a Filadelfia di un velivolo decollato da New York perché un passeggero si è allarmato dopo avere notato che un altro passeggero stava armeggiando ad una scatolina di cuoio con fili. L’allarme ha portato alla decisione del pilota del volo Us Airways diretto a Louisvile (Kentucky) di fare un atterraggio fuori programma a Filadelfia. La polizia è salita a bordo dell’aereo ma solo per scoprire che l’oggetto che aveva provocato l’allarme era un filatterio, una scatolina di cuoio usata dagli ebrei ortodossi per conservare strisce di pergamena con brani della Bibbia.
Brutta avventura anche all’aeroporto di Chicago (Usa) per tre giovani cugini di Rionero Sannitico (Isernia) a causa di un caciocavallo di produzione locale scambiato per una bomba. L’episodio è avvenuto nel periodo natalizio, ma la notizia si è appresa solo ora. La sagoma del formaggio é sembrata agli occhi della security analoga a quella di un ordigno esplosivo. I tre sono stati bloccati, perquisiti, sono state loro prese le impronte digitali e, con un tampone, anche un campione di saliva per l’esame del Dna nonostante continuassero a ripetere che si trattava di “italian cheese”. L’ordigno in questione è stato tagliato, controllato e analizzato e alla fine tutto si è concluso con una risata generale.
E intanto nonostante il caos degli ultimi giorni l’Europa prende tempo sui body scanner. Al vertice Ue-Usa sulla sicurezza di Toledo i 27 hanno, infatti, dato mandato alla Commissione di presentare un rapporto su efficacia, eventuali rischi per la salute e compatibilità di questi dispositivi con la privacy dei passeggeri.
L’Italia è invece decisa ad andare avanti con la sperimentazione in tre aeroporti, Fiumicino, Malpensa e Venezia. Una linea di prudenza portata avanti in particolare dalla Germania. Mentre Regno Unito e Olanda, sulle posizioni Usa, hanno già deciso di introdurli così come Francia e, appunto, Italia.
<<Provvederemo – ha detto il ministro Maroni – all’addestramento di chi dovrà impiegarli e sensibilizzeremo i passeggeri informandoli sulle procedure cui andranno incontro. Se il test funzionerà siamo pronti ad allargarne l’uso anche ad altri scali>>. Il presidente spagnolo dei ministri Ue Alfredo Rubalcaba ha auspicato che si aspettino le conclusioni dello studio della Commissione prima di decidere una posizione europea comune, forse verso Aprile. Bisogna procedere <<senza fretta ma senza ritardi” ha detto, perché la minaccia è reale>>. La decisione dovrà però coinvolgere, ha precisato, anche i ministri dei trasporti e della giustizia e l’Europarlamento, che nel 2008 già si è pronunciato contro questi dispositivi, ritenuti a rischio per privacy e salute. (ore 15:43)

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