65 anni dalla Shoah, il Mondo non dimentichi

65 anni dalla Shoah, il Mondo non dimentichi

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Roma – Il suono delle sirene del lager ha aperto nel campo di sterminio di Auschwitz la cerimonia per i 65 anni della liberazione dal nazismo. Ricorre oggi l’anniversario dell’apertura dei cancelli del lager nazista di Auschwitz dove vennero commessi (come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista) crimini di inenarrabile efferatezza non solo contro il popolo ebraico e gli altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta l’umanità.
A tutt’oggi l’immensa crudeltà legata al nazismo spinge a chiedersi come sia stato possibile che la Shoah sia avvenuta. E, soprattutto, quali comportamenti e azioni mettere in atto per scongiurare che accada di nuovo.
La consapevolezza di ciò che era stato Auschwitz fu tra gli elementi fondamentali per la costruzione, identitaria prima ancora che giuridica, della futura Europa unita.
Era, infatti, indispensabile stabilire con esattezza ciò che l’Europa non sarebbe stata. Alle radici dell’impostazione ideale dell’attuale Unione Europea c’è il rispetto per la dignità umana e il rigetto per ciò che era accaduto, sia prima che durante la guerra, a causa di idee razziste e liberticide. Oggi il Giorno della Memoria si celebra in Italia per la decima volta. Dieci anni sono passati da quando fu chiesto all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di partecipare all’attuazione delle iniziative, promosse dalle istituzioni dello Stato italiano e in particolare dal ministero dell’Istruzione, che avrebbero caratterizzato lo svolgimento di questa giornata. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rende omaggio al giorno della memoria a dieci anni dalla legge che ha previsto la sua istituzione <<in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Si tratta – scrive il premier – di un’iniziativa importante del Parlamento italiano, che ha portato all’attenzione dello Stato e di tutto il Paese il ricordo di un evento fino a quel momento coltivato prevalentemente dalla comunità ebraica, che ne è stata vittima. Grazie a questo provvedimento, il ricordo della Shoah è uscito dallo stretto ambito privato ed è stato affidato alle Istituzioni il compito di rendere omaggio alle vittime e di proteggere le future generazioni da deliranti ideologie ispirate dall’odio razziale>>.
Oggi il Papa Benedetto XVI ha pregato perché <<Dio onnipotente illumini i cuori e le menti, perché non si ripetano più tali tragedie!. Il ricordo della Shoah – ha detto al termine del’udienza generale nell’aula Paolo VI – susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia. L’apertura dei cancelli di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti – ha detto il Papa ai fedeli riuniti nella Sala Nervi – rivelarono al mondo l’orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista>>. Benedetto XVI ha sottolineato come oggi si celebri il Giorno della Memoria, <<in ricordo di tutte le vittime di quei crimini, specialmente dell’annientamento pianificato degli Ebrei, e in onore di quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida>>.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante la cerimonia ufficiale al Quirinale nella ricorrenza del Giorno della memoria, ha rivolto un saluto particolare al professor Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia. <<L’esperienza della Shoah, della deportazione e dello sterminio degli ebrei «è una tragica esperienza ancora carica di insegnamenti e di valori – ha detto Napolitano ringraziando con commozione gli studenti che si sono impegnati ad approfondirne la conoscenza – E’ motivo di concorso per noi. Noi non chiediamo di meglio per trasmettere il testimone, a nome dello Stato, ai giovani>>.
Il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo alla cerimonia nella risiera di San Sabba, a Trieste, dove trovarono la morte a causa delle persecuzioni razziali e politiche del nazifascismo 5.500 persone ha dichiarato: <<Questo giorno non è solo un evento commemorativo, ma è un ammonimento perenne contro ogni persecuzione ed ogni offesa alla dignità umana. Le leggi razziali del regime fascista sono ancora una ferita profonda non soltanto degli ebrei ma di tutta la società, di tutti noi>>.
Tante le iniziative, ma anche le brutte sorprese. Sono apparse scritte antisemite sul muro vicino all’ingresso del Museo della Liberazione in via Tasso a Roma: «Olocausto propaganda sionista» e «27/01: ho perso la memoria». Accanto una croce celtica. Le scritte, lunghe quasi due metri e realizzate fatte con una bomboletta spray, sono state notate questa mattina. Imbrattata anche la targa di marmo posta all’ingresso del Museo. Sull’episodio indaga da Digos. Le scritte sono state rimosse in mattinata.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha così commentato l’accaduto:<<Le scritte apparse vicino al muro del Museo della Liberazione e a via Cavour costituiscono un atto gravissimo un’offesa senza pari al rispetto della persona umana. Purtroppo, mentre aumenta la consapevolezza storica condivisa al fine di non ripetere la tragedia della Shoah, c’è ancora qualche criminale che si spinge a oltraggiare la Memoria solo per ottenere visibilità mediatica. Deve essere chiaro a tutti che non ci saranno sconti per chi offende la vita predicando l’odio e l’intolleranza»>>.
E parlando di episodi deprecabili, nel giorno che nel mondo segna il ricordo dell’Olocausto, la Guida Suprema dell’Iran ha di nuovo invocato la scomparsa di Israele. <<Di sicuro – ha detto Ali Khamenei accogliendo il presidente della Mauritania, Mohammed Ould Abdel Aziz – verrà il giorno in cui le nazioni della regione vedranno la distruzione del regime sionista… I tempi di questa dipendono dal modo in cui le nazioni islamiche affronteranno il tema>>. Le frasi di Khamenei, che rilanciano l’appello del presidente Mahmoud Ahmadinejad a <<cancellare Israele dalla mappa del mondo e a interpretare l’Olocausto come un “mito>>, sono riportate sul sito web della Guida Spirituale, impegnata con Ahmadinejad a compattare la Repubblica Islamica contro il nemico storico anche per superare le difficoltà politiche interne. Khamenei ha invitato la Mauritania a troncare definitivamente le relazioni con Israele; una strada che Nouakchott aveva già cominciato a percorrere nel gennaio del 2009 con la sospensione delle relazioni diplomatiche.
Il presidente israeliano Shimon Peres ha duramente criticato a Berlino il governo di Teheran nel corso del suo intervento al Bundestag. Peres ha esortato la comunità internazionale ad agire contro l’Iran ed ha sottolineato che Israele respinge <<un regime fanatico che disprezza la Carta delle Nazioni Unite. Un regime che possiede impianti atomici e armi nucleari, con le quali terrorizza il proprio Paese e altre Nazioni – ha proseguito – costituisce un pericolo per il mondo intero. I milioni di ebrei uccisi dai nazisti devono servire da insegnamento –  ha commentato il presidente israeliano – Mai più si potranno ignorare dittatori assetati di sangue che si nascondono dietro maschere demagogiche e pronunciano slogan omicidi>>.
Ad Auschwitz ha invece parlato il premier israeliano, Beniamy Netanyahu. <<Dio vegli su questa terribile terra di Auschwitz e degli altri campi di sterminio>>, ha detto in ebraico visibilmente commosso alla cerimonia commemorativa nell’ex campo nazista. (ore 17:30)

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