Los Angeles – La loro forza è già nel nome “Saints”, Santi, come a volere dire che con loro i miracoli sono sempre possibili. E di prodigio in effetti si deve parlare dato che ieri notte i superfavoriti Colts di Indianapolis sono stati “schiacciati” dai New Orleans Saints che per la prima volta nella loro storia si sono aggiudicati il Superbowl vincendo con un sorprendente 31 a 17 e restituendo ai milioni di americani incollati ai teleschermi per un evento mediatico senza pari, l’Hollywoodiana speranza del “tutto è possibile”.
Quasi impensabile alla vigilia che a spuntarla fosse la Cenerentola di turno che fino a ieri non aveva vinto nulla, rimasta, dopo l’uragano Katrina, senza uno stadio, senza spogliatoi, senza palestra, senza un dollaro e a rischio scomparsa come buona parte della città.
Assurdo che alla fine ad avere la meglio Peyton Mannings, il grande regista dei Colts, forse uno dei migliori in assoluto sia stato il suo amico Drew Brees, il regista sfavorito e vincente dei Santi. Impossibile, assurdo, inatteso, eppure ieri sera a Miami Tracy Porter ha neutralizzato un touch down praticamente fatto di Mannings diventando l’erore del quarto tempo e regalando il Trofeo Superbowl, anzi, il trofeo Vince Lombardi,  ai Saints.
La squadra porterà questo trofeo Lombardi, con il pallone da footbal americano che spicca in argento, a Bourbon Street, che ha suonato gli ottoni assordanti tutto il week end.
A Miami ieri, non c’erano solo i Saints in campo, c’era il cuore d’oro d’America che ha letteralmente sospinto i suoi eroi nella lotta alla vittoria.
<<Siamo tornati. La Louisiana è tornata. New Orleans è tornata. Lo abbiamo dimostrato a tutto il mondo>>, ha esclamato il presidente Tom Benson ricevendo il trofeo del Super Bowl XLIV al Sun Life Stadium di Miami.
La partita è stata molto più incerta di quanto lasci pensare il risultato finale. I Colts, guidati dai lanci precisi come il laser del quarterback Peyton Manning (il cui padre Archie era stato un leggendario atleta dei Saints), si erano imposti sugli avversari nella fase iniziale, portandosi in vantaggio per 10 a 0.
La partita si era poi equilibrata, con i Colts comunque sempre in vantaggio, col punteggio di 17 a 16. Da notare che i punti dei Saints erano giunti da un touchdown e da ben tre calci piazziati del kicker Garrett Hartley, tutti molto difficili, dalla distanza di oltre 40 metri. La svolta della partita avviene quando i Santi, spinti da una serie di passaggi corti ma ultraprecisi di Brees, concludono con un touchdown un lunghissimo attacco. Incamerati i sei punti, invece del classico calcio piazzato per il punto supplementare, decidono di correre il rischio della manovra da due punti. Il rischio paga e New Orleans va 24 a 17.
Nei minuti finali del quarto tempo Payton Manning cerca di trascinare i Colts verso il pareggio, con un touchdown in extremis, in modo da portare il Super Bowl ai tempi supplementari. Ma quando i Colts sembrano ormai giunti a un passo dal touchdown, lo svelto Tracy Porter intercetta un lancio di Manning e parte per una cavalcata solitaria di 74 metri fino in touch down che porta i Saints a distanza di sicurezza e garantisce la vittoria a New Orleans.
Esplode la gioia nel Franch Quarter e il resto è storia, anzi leggenda… (ore 14:00)