Roma – I ricercatori che analizzano i dati provenienti dal satellite Agile hanno rilevato dei fenomeni definiti “super lampi” che, secondo loro, non solo meritano la massima attenzione e necessitano una valutazione anche da parte dell’Enac dal momento che potrebbero disturbare gli aerei in volo.
L’Istituto Nazionale di Astrofisica ha riferito che <<la missione Agile ha misurato dei “’super-lampi” che emettono una forte radiazione gamma di alta energia e che sono prodotti da fenomeni atmosferici rivelati soprattutto nella fascia tropicale>>. Sebbene Agile, una missione dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare(Infn), sia una missione dedicata allo studio del cosmo <<grazie ai suoi strumenti molto sofisticati, -spiega l’Inaf- può cogliere fenomeni impulsivi prodotti anche dalla Terra, simili a quelli che si osservano nelle profondità delle galassie. Proprio osservando la Terra, Agile -continua l’Inaf- già da anni rivela dei lampi gamma terrestri molto intensi e rapidi, che durano qualche millesimo di secondo, e che sono originati da tempeste tropicali di tipo particolare”. “Agile osserva questi fenomeni atmosferici così come fanno altri satelliti, ma la sua capacità di rivelare le energie dei fotoni gamma più alte è unica e la sua orbita è ideale per studiare le tempeste tropicali sull’equatore>>.
<<Non si sa esattamente qual è la causa di questi fenomeni. Sono fenomeni scoperti da poco tempo, ci sono varie teorie ma nessuna che si puo’ considerare confermata – ha detto dal canto suo il direttore del Centro Dati dell’Asi di Frascati, Paolo Giommi, sul sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica la rilevazione fatta dal satellite Agile -Quello che mi viene in mente – spiega ancora Giommi – è che nelle zone tropicali equatoriali ci sono delle forti correnti ascensionali che alle volte possono fare in modo che le nubi si spostino molto velocemente l’una nell’altra, generando differenze di potenziale nell’ordine di cento milioni di volts. Questa enorme differenza di potenziale -continua- può accelerare delle particelle come gli elettroni che accelerate da questa energia, possono produrre radiazioni gamma che poi sono quelle che vediamo noi. Questa però – conclude Giommi – è una delle tante ipotesi, come le altre deve essere confermata. Quello che noi vogliamo fare è studiare di più per capirne di più>>. (ore 13:00)