Pavia – E’ nato a Pavia il primo Centro Nazionale di Adroterapia oncologica (Cnao) sul territorio nazionale (e quarto al mondo) all’avanguardia nella guerra ai tumori. Qui il “brutto male” viene combattuto con un super-raggio di carbonio e protoni che non danneggia i tessuti sani. La struttura è stata realizzata in 4 anni dalla Fondazione Cnao. È il quarto centro al mondo di questo tipo, dopo quelli di Chiba e Hyogo in Giappone e di Heidelberg in Germania, e si concentrerà in particolare nella cura dei tumori solidi resistenti alla radioterapia o difficilmente operabili, grazie a una radioterapia mirata che utilizza al posto dei normali raggi X particelle subatomiche chiamate adroni.
La struttura, costata 125 milioni di euro, avvia oggi la sua fase di sperimentazione, che si concluderà nell’ottobre 2011. Entro la fine di quest’anno, invece, partiranno i primi test sull’uomo che coinvolgeranno 230 pazienti. I primi trattamenti di cura saranno invece effettuati verso la fine del 2011, e il Centro si prevede lavorerà a pieno regime entro il 2013, quando sarà in grado di curare circa 3 mila pazienti ogni anno in circa 20 mila sedute.
Il cuore del Centro è il sincrotrone, la macchina cioè che produce i protoni e gli ioni carbonio con i quali verranno bombardati i tumori, e che è stata realizzata dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). La particolarità di queste particelle è che sono in grado di penetrare in profondità nel corpo umano, arrivando a colpire anche gli organi più difficili da raggiungere con la chirurgia, <<senza danneggiare – dicono gli esperti – se non in minima parte i tessuti sani circostanti>>.
Secondo il Cnao, <<bastano due o tre minuti per irradiamento e in media una decina di sedute della durata di 25 minuti per curare una varietà sempre più importante di patologie>>.
Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao, ha però, specificato che <<questa terapia non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma è un’arma in più a disposizione di medici e pazienti che può essere utilizzata in aggiunta o in sostituzione dei trattamenti tradizionali. Degli oltre 120 mila pazienti che ogni anno vengono sottoposti a radioterapia, si stima che circa il 5% dei casi possa essere curato con i fasci di adroni>>. (ore 14:35)