Santiago de Compostela – Si continua a scavare fra le macerie provocate dal devastante sisma di 8,8 gradi Richter che sabato ha sconvolto il Cile. Non passa la paura mentre continuano ancora le scosse di assestamento che sono salite a circa 140 con magnitudo Richter superiore a 4,5. Le repliche sismiche si sono verificate in una fascia estesa 500 km. Le vittime finora registrare sono 711, ma i soccorritori stanno raggiungendo le zone più vicine all’epicentro, colpite anche da ondate di maremoto. Si teme per i molti dispersi in queste aree, che possono essere stati spazzati via dallo tsunami. La presidente Michelle Bachelet ha detto che il bilancio delle vittime è destinato a salire, come è stato confermato lunedì mattina che dal ministro dell’Interno, Edmundo Perez Yoma.
Ieri il Cile ha vissuto una giornata complicata da scene di saccheggi e panico nelle zone più colpite per questo è scattato il coprifuoco dalle 21:00 di sera alle 6:00 di è entrato in vigore nella regione di Maule e a Concepcion, gravemente danneggiata dal sisma, dove centinaia di saccheggiatori hanno preso d’assalto i negozi in cerca di cibo e altri beni. Ma anche nella capitale Santiago ci sono stati episodi di saccheggio.  A Concepcion i senzatetto accampati lungo le strade, hanno scatenato la loro ira contro i pompieri che stavano distribuendo acqua potabile in thermos danneggiando i veicoli dei vigili del fuoco. In alcuni casi le forze dell’ordine sono intervenute con il lancio di lacrimogeni e l’utilizzo di idranti, mentre i supermercati per evitare il saccheggio hanno distribuito gratuitamente acqua e viveri.
Il presidente del Senato Jorge Novoa non ha escluso l’intervento delle Forze armate anche in operazioni di ordine pubblico, dietro approvazione del Parlamento, così come prevede la Costituzione. A Talca l’emergenza più grande è quella sanitaria già che l’ospedale principale ha subito diversi danni e solo nel pomeriggio di ieri ha potuto riprendere a funzionare parzialmente grazie anche a piccole sale improvvisate nel parcheggio principale.
L’apertura parziale dell’aeroporto di Santiago complica la possibilità di ricevere aiuti umanitari anche se nelle ultime ore sono arrivati i primi aiuti internazionali provenienti dall’Argentina: tre ospedali da campo e personale medico.
In serata, o al massimo martedì mattina, è previsto l’arrivo del segretario di Stato americano Hillary Clinton, che aveva già incluso una tappa a Santiago per salutare la presidente uscente Bachelet e conoscere il suo successore, Sebastian Piñera.
Intanto l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma) si è scusata per l’allarme lanciato domenica mattina per l’arrivo di uno «tsunami devastante» scatenato dal terremoto in Cile, giudicato «eccessivo». Per la prima volta dal 1993 e per la quarta dal 1952, le autorità giapponesi hanno evacuato 470 mila persone dalle coste, «invitando» un altro milione a farlo per onde anomale fino a oltre 3 metri nelle prefetture di Aomori, Iwate e Miyagi e onde fino a 2 metri lungo tutto la costa del Pacifico. Dopo la prima onda anomala da 30 centimetri, la Jma ha rilevato un maremoto fino a 1,20 metri e inondazioni parziali di porti e strade, senza vittime o danni importanti. (ore 10:30)