Settanta “ruggiti” per la Tigre di Cremona

Settanta “ruggiti” per la Tigre di Cremona

Lugano – Il suo ruggito si ode ancora fiero dalle Alpi a Capo Passero nonostante la Tigre di Cremona compia oggi 70 anni. Mina, il fantasma del palcoscenico più amato, ricercato, atteso, amato d’Italia è giunta ad un traguardo importante, ma nell’immaginario collettivo LEI è immutata nel volto e nel fisico come se il tempo non potesse scalfire l’involucro che custodisce la voce d’usignolo. Mina come Battisti, è stata e resterà per sempre il volto schivo dell’Italia dei Vip. Dal suo ultimo concerto tenuto il 23 Agosto 1978 alla “Bussoladomani”, molteplici e vani sono stati i tentativi di riportare la Tigre sulle scene.
Mina Anna Mazzini è nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940. Ma universalmente Lei è solo Mina.
L’artista ha mosso i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo nel 1958 con lo pseudonimo di ”Baby Gate”. Voce calda e timbro riconoscibilissimo, la star di ”Millebolleblu” dopo aver inciso diversi successi, in Italia e all’Estero, e partecipato a diversi programmi come ”Studio Uno”, a causa del figlio avuto fuori dal matrimonio dall’attore Corrado Pani, negli anni Sessanta ha dovuto subire numerose critiche da parte della stampa e della televisione di Stato, trovando nel pubblico l’unico sostegno.
Ritornata sulle scene un anno dopo la nascita del figlio Massimiliano, nel 1964 Mina partecipa al programma ”La fiera dei sogni” accanto a Mike Bongiorno dove presenta successi come ”Citta’ vuota”, ”E’ inutile” ed ”E’ l’uomo per me”, riconfermandosi la regina delle Hit parade.
In tutti questi anni di carriera a Mina non sono mancate le collaborazioni con cantanti italiani ed esteri. Da ricordare sono i suoi celebri duetti con Lucio Battisti, Giorgio Gaber e Fabrizio de Andre’.
Nel 1967 la cantante conduce ”Sabato sera”, remake del fortunato ”Studio uno”, diretto da Antonello Falqui, nello stesso anno fonda a Lugano la PDU (Platten Durcharbeitung Ultraphone), l’unica casa discografica per la quale da allora ha inciso.
Un anno dopo accanto a Paolo Panelli e Walter Chiari conduce ”Canzonissima” scalando le classifiche con ”Vorrei che fosse amore”, continuando a cantare ed a condurre programmi tv fino al 1972 con ”Teatro 10”.
L’anno successivo dice addio alla televisione per dedicarsi solo alla musica tenendo concerti fino al 1978, anno in cui di fatto abbandona anche le esibizioni sui palchi per ritirarsi definitivamente dalle scene, continuando però a registrare famosi duetti, come ”Questione di Feeling” con Riccardo Cocciante, ”Dottore” con Fausto Leali, il disco ”Mina Celentano” con il ”Molleggiato”.
Dalla fine degli Anni ’70 la cantante vive a Lugano insieme al cardiochirurgo Eugenio Quaini ed è diventata membro dello staff dell’unità operativa cardiochirurgica Angelo De Gasperis del Niguarda di Milano, responsabile del dipartimento cardiovascolare della casa di cura Poliambulanza di Brescia, incaricato del Consiglio Superiore della Sanità e Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
A raccontarci di Lei oggi sono solo scatti rubati da Paparazzi tenaci e soprattutto oltre mille titoli per un totale di 150 milioni di dischi.
Mina, però, non è solo un fenomeno nazional popolare, la sua fama ha viaggiato sulle ali delle sue graffianti note ben al di là dei confini italiani. Per duettare con lei negli Usa Frank Sinatra avrebbe fatto follie, tutto inutile però, dal momento che Mina era affetta da un vero e proprio terrore del volo.
Di lei il figlio Massimiliano dice: <<Il rapporto di mia madre col passato è pessimo, tende a buttare via tutto. Una volta incise Michelle dei Beatles, arrivò un telegramma di Paul McCartney che si congratulava con lei dicendole che era la più bella versione che avesse mai sentito. Lei lo lesse e disse “che carino”’, poi lo buttò nel cestino. Tende a guardare avanti e butta via tutto – aggiunge Massimiliano, che collabora anche artisticamente con la madre – lo fa con i premi o con le memorabilia. Mi ricordo che la nonna aveva conservato il famoso vestito con cui cantò a Sanremo Le mille bolle blu. Appena ha potuto ha buttato via anche quello. Non ci tiene ai feticci anche perché è una che non ama prendersi sul serio>>. Emerge qualche ricordo bambino di Mina mamma: <<Lei lavorava tantissimo: quando nel ’72 ha terminato Milleluci, l’ultimo programma, aveva solo 32 anni. Io stavo con i nonni, e quando lei c’era, era in tutt’altra veste, privata. La prima volta che l’ho vista dal vivo avevo 15 anni, alla Bussola per il suo addio: sono rimasto sconvolto da ciò che era successo là, con la gente che non smetteva di applaudire. Ho realizzato solo dopo che vivere a Lugano è stato utile e sano, per la mia igiene mentale, per darmi un’assoluta normalità. Sono cresciuto in una città di 100 mila abitanti dov’ero come tutti gli altri a scuola>>.
In quella casa della quieta Lugano, la musica era un destino. Niente conservatorio però («fai almeno il liceo»), solo lezioni private, da professori e dalla mamma poi: <<Imparare questo lavoro da Mina è stata la vera fortuna. In tutte le arti se vedi lavorare una con marcia in più impari tantissimo>>. Un percorso che si è solo a tratti trasformato in confronto: <<Ha sempre ben chiaro dove vuole arrivare, senza ansie. Ha in mano la direzione, ma tratta tutti con rispetto, ti mette a suo agio. Scherza pochissimo se c’è da far sul serio, poi ha grande sense of humour. E’ poco autoreferenziale, ma rigorosissima>>.
Mai una discussione di lavoro (<<io sono un prestatore d’opera, costruiamo una casa e lei è l’architetto>>) e non ha niente di cui lamentarsi, Pani: <<Come figlio sono innamorato perso di lei, ho avuto una mamma talmente intelligente da darmi a lungo unicamente il ruolo di mamma. Benedetta ed io siamo cresciuti appunto in un ambiente neutro, con una forte visione della vita, con un capobranco. E non ho mai visto una persona così libera: non le piacciono i potenti né il potere, non le importa del denaro, dei vestiti, dei gioielli. Ho cercato di imparare da lei ma anche da papà Corrado: anche lui molto libero, che mi ha insegnato la non sudditanza dalle cose del mondo. Materia da intellettuale vero, senza spocchia>>.
Il compleanno di Mina resta però un vero e proprio evento e la diva della canzone italiana sta ricevendo auguri da tutto il mondo, compresi i colleghi d’Oltreoceano Liza Minnelli, Quincy Jones e Barbra Streisand. L’amico Celentano, che gli auguri glieli ha fatti già da qualche giorno con una intervista che era quasi una dichiarazione d’amore, la considera “una bomba che non si può disinnescare ed esplode quando meno te lo aspetti”. Non manca all’appello il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che al settimanale “Gente” ha detto: <<In anni non più vicini sono stato anch’io un ammiratore di Mina, veramente una grande cantante. Se facesse un concerto andrei nel backstage a chiederle un autografo>>, ha detto di lei anche Liza Minnelli, che la considera “la più grande”.
Per festeggiare la signora Mazzini è in corso una mobilitazione generale. Dalla tv alla musica, dai siti alle radio, è tutto un omaggio alla Tigre di Cremona. Intanto, pare che Jennifer Lopez voglia inserire nel suo prossimo cd, Love, una cover del brano “Carne viva”, scritta da Cristiano Malgioglio per l’album “Mina Facile”, uscito in Ottobre.
La Tv la Celebra con lo speciale di Paolo Limiti in onda lunedì 29 Marzo alle 21:10 su Raidue, la “musica” con il volume Mina70 dedicatole dai fan e la riedizione in vinile degli album pubblicati dal 1994 al 2009, mentre il 14 Maggio esce un suo nuovo album con brani inediti. Per festeggiarla le Teche Rai hanno creato un inedito album fotografico sull’ homepage (www.teche.rai.it), con le immagini realizzate dai fotografi Rai dell’epoca dietro le quinte e negli studi e nei camerini di Teatro 10, Milleluci, Studio Uno, Sabato sera, Hai visto mai?, Doppia coppia e Senza rete. Sarà dedicata ai 70 anni di Mina anche la puntata di Radio anch’Io a Radiouno alle 9:00.
In collegamento e in studio Ennio Morricone, Tullio De Piscopo, dal Brasile uno dei più famosi interpreti della bossa nova di oggi, Celso Fonseca e due dei musicisti che con Mina hanno realizzato i dischi jazz più recenti: Danilo Rea e Massimo Moriconi. Domani va poi in onda uno speciale su Rai Storia, “a Tigre di Cremona”, alle 09:20 e 18:20, dedicato alle più rare apparizioni della cantante cremonese in Rai, dove è stata presenza costante dal 1959 al 1978. Tra le chicche, il video di L’importante è finire, che subì non pochi problemi di censura, girato per la trasmissione Adesso Musica (1975). Interamente dedicata a Mina la puntata di domani di 28Minuti, il programma di Barbara Palombelli (alle 13:00 su Radio2), che ospiterà Paolo Limiti, forse il più grande esperto dell’artista. Che dire di più? Auguri Mina e grazie per le emozioni che regali a noi amanti sconosciuti che ci beiamo delle tue parole anche solo nel sentirle “sgocciolare” dal backand dello spot di un noto pastificio. (ore 9:00)

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