Roma – Essere rilassati aiuti a fissare i ricordi nella memoria poiché i neuroni si accendono in sincronia (funzionando meglio).
A stabilirlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature e condotta da Erin Schuman del Max Planck Institute for Brain Research di Francoforte.
Già precedenti studi avevano indotto a credere che la nostra memoria e la capacità di apprendimento siano più salde quando siamo rilassati; ma a quale meccanismo neurale ciò corrispondesse non era dato sapere.
Gli esperti lo hanno scoperto su otto volontari cui sono stati temporaneamente impiantati elettrodi nel cervello in quanto dovevano andare incontro ad un intervento chirurgico. Gli elettrodi hanno registrato i segnali neurali e le onde elettromagnetiche emesse dal cervello durante un esercizio di memorizzazione che consisteva nel vedere e memorizzare 100 foto. Per vedere quanto forte fosse il ricordo formato, gli esperti in seguito hanno mostrato loro altre 100 foto di cui 50 erano già state viste e quindi andavano ricordate; le altre 50 erano nuove e quindi non nella memoria.
Ebbene è emerso che i volontari rispondevano con maggiore precisione al test di riconoscimento delle foto solo quando durante la fase di memorizzazione i neuroni della memoria si attivavano in modo sincrono ed erano coordinati con le onde teta, onde che “si sprigionano” nel nostro cervello quando siamo calmi, durante i sogni a occhi aperti o in fase di dormiveglia. (ore 19:00)

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