Roma – Parmenide (filosofo greco presocratico) ebbe a dire che <<la vera essenza della realtà è eterna (in cui coesistono presente, passato e futuro). Quindi il mutamento e lo spostamento sarebbero solo mere illusioni degli esseri umani>>, un concetto di relativismo temporale che si adatta alla perfezione se lo si accomuna alla vita di Rita Levi Montalcini, 99 anni, compiuti ieri, 72 dei quali spesi al servizio della scienza.
Dopo aver studiato Medicina all’università di Torino, dove poi si laurea nel 1936, Rita Levi Montalcini all’età di vent’anni entra nella scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi, dove inizia gli studi sul sistema nervoso che proseguirà per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della seconda guerra mondiale. Nel 1938, in quanto ebrea sefardita, è costretta dalle leggi razziali del regime fascista a emigrare in Belgio con Levi, dove continuò le sue ricerche in un laboratorio casalingo.
Siamo nella primavera del 1940. La Levi Montalcini torna a Torino e allestisce un laboratorio di fortuna a casa su una collina vicino ad Asti, dove con il suo maestro Giuseppe Levi inizia a fare ricerca sullo sviluppo del sistema nervoso negli embrioni di pollo. I suoi primi studi (degli anni 1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1947 accetta l’invito a proseguire le sue ricerche al Dipartimento di Zoologia della Washington University (nello Stato statunitense del Missouri), dove rimane fino al 1977, facendo degli Stati Uniti una sua seconda patria. Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come Ngf (Nerve Growth Factor).
Dal 1961 al 1969 la Levi Montalcini dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio nazionale delle Ricerche a Roma, in collaborazione con l’Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico “per raggiunti limiti d’età”, la scienziata continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l’Istituto di Neurobiologia del Cnr con la qualifica di superesperto. Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del Ngf, utilizzando tecniche sempre più sofisticate.
Rita Levi Montalcini dal 1993 al 1998, inoltre, presiede l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. E’ membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l’Accademia nazionale dei Lincei, l’Accademia Pontificia, l’Accademia nazionale delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society.
Ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti: fra l’altro quattro lauree honoris causa delle Università di Uppsala (Svezia), Weizmann-Rehovot (Israele), St. Mary (Usa) e Bocconi (Milano). Ha vinto inoltre il Premio internazionale Saint-Vincent, il Feltrinelli, e il premio Albert Lasker per la ricerca medica.
Nel 1992 istituisce, assieme alla sorella gemella Paola,