Italia, dove sei?

Italia, dove sei?

Fratello, dove sei? è il titolo di un film dei fratelli Cohen liberamente tratto dall’Odissea. Dopo la clamorosa eliminazione dell’Italia dal mondiale in Sudafrica l’”odissea” italica di Lippi giunge finalmente a conclusione. Osannato nel 2006, odiato nel 2010. Ci chiediamo che fine abbia fatto il primo Lippi. Dove sei?
Le parole che continuano a riecheggiare sono parole di “scusa”, “pentimento”. Il c.t. Lippi, e non avrebbe potuto fare altrimenti, non ha dato tempo in conferenza stampa ai giornalisti e ha anticipato scomode domande, proclamandosi colpevole e prendendosi tutta la responsabilità. Mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
Lippi recita bene il confiteor, ma due anni di totale mancanza di ringiovanimento della rosa azzurra (dopo la gestione Donadoni che, in un certo qual modo, aveva provato a rinverdirla), mesi senza vittorie e scommesse tattiche tardive, che dimostrano la mancanza di impianto di gioco alla base, non possono essere messi da parte con un’ammissione di colpevolezza di 15 minuti in conferenza stampa.
Dopo la Francia, l’altra finalista del mondiale 2006 in Germania esce al primo turno. Senza vittorie. Ultima nel girone più facile. Con due soli punti. Dietro la Nuova Zelanda. Da noi non c’è il clamore che ha suscitato l’eliminazione dei cugini transalpini, ma poco ci manca. Perché lo sapevamo tutti. Per primo il presidente Figc Abete, che nel day after eliminazione trova, a modo suo, consolatorio che dal 1° luglio commissario tecnico della nazionale italiana sarà Cesare Prandelli.
“Più in basso di così c’è solo da scavare”, cantava Daniele Silvestri in Salirò. Probabilmente la starà canticchiando anche il futuro c.t. della nazionale, consapevole che lo aspetta un duro lavoro. Il male endemico della nazionale di calcio, che nonostante il 2006 sia più vicino del 1982 continua a fare paragoni con i campioni che hanno vinto in Spagna, sta tutto nella mancanza di giovani italiani, di talento, che possano sostituire i reduci di Berlino miracolosamente arrivati sino in Sudafrica. La mancanza di italiani nella squadra che ha dominato il nostro campionato negli ultimi 5 anni, riflette la realtà del nostro calcio.
Allora, caro presidente di Lega, discutiamo su norme che valorizzino i vivai delle società e non guardiamoci più indietro. Lippi docet. (ore 16:00)

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