Roma- Alle ore 13:18 si è spento al policlino Gemelli il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. L’ex capo dello Stato era ricoverato in terapia intensiva dal 9 agosto per una insufficienza cardio respiratoria. Le sue condizioni dopo un illusorio miglioramento si erano improvvisamente aggravate la scorsa notte, tra le 3 e le 4, e l’ultimo bollettino medico indicava un quadro clinico “di estrema gravità”. Nonostante gli estremi tentativi di tenerlo in vita Cossiga non ce l’ha fatta. La Camera ardente sarà allestita domani, dalle 10:00 alle 18:00 nella Chiesa Madre del Policlinico Gemelli. I funerali si svolgeranno a Cheremule (Sassari), un piccolo paese del Meilogu, dove Cossiga sarà seppellito per sua volontà.
Nato a Sassari il 26 luglio del 1928, Francesco Cossiga a 56 anni è stato il più giovane presidente della Repubblica, dopo essere stato il più giovane presidente del Senato e prima ancora il più giovane sottosegretario alla Difesa nel terzo Governo Moro e a quasi 48 anni il più giovane ministro dell’Interno. Il suo nome resterà legato ai 55 giorni del rapimento di Aldo Moro nella primavera del 1978 ad opera delle Brigate Rosse, conclusisi con l’assassinio dell’uomo politico democristiano. Allora Cossiga era ministro dell’Interno e presiedette il comitato di crisi da lui stesso istituito. Dopo la scoperta del cadavere di Aldo Moro in via Caetani, Cossiga rassegnò le dimissioni. Lo statista sardo è stato poi presidente del Consiglio dal 4 agosto 1979 al 18 ottobre 1980 e presidente del Senato dal 1983 al 1985. Nello stesso 1985 Cossiga è diventato l’ottavo presidente della Repubblica, al primo scrutinio e con ampia maggioranza, carica che ha mantenuto fino all’aprile del 1992, a due mesi dalla scadenza del mandato, quando annunciò le dimissioni con un celebre discorso televisivo. Negli ultimi due anni di presidenza si guadagnò l’appellativo di “Picconatore” per le continue e violente critiche che rivolse al sistema della Prima Repubblica, proprio negli anni della crisi che culminò con Tangentopoli. Da allora, in qualità di ex Presidente della Repubblica, ha ricoperto la carica di senatore a vita.
Francesco Cossiga ha lasciato al segretario del Senato quattro lettere in un plico sigillato dirette alle massime autorità dello Stato, da consegnare dopo la sua morte: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. (ore 13:30)