Washington – Lo aveva promesso Gorge Bush l’11 Settembre di sette anni fa quando dopo l’attacco all’America che costò la vita ad oltre 2.900 persone, molte delle quali perite nel crollo delle Twin Towers, aveva dichiarato: “Il terrorismo non pagherà – ha aggiunto Bush – i responsabili saranno identificati e puniti. La ricerca è in corso dei responsabili per questi attacchi malvagi. Non faremo distinzioni tra i terroristi che hanno commesso questi attacchi e quelli che li hanno aiutati”.
Impegno rispettato, quindi, oggi che il Pentagono annuncia che verrà richiesta la pena di morte per i sei sospetti terroristi, tra i quali Khalid Sheikh Mohammed, incriminati per l’11 settembre.
Mohammed, considerato il regista degli attacchi, e gli altri cinque imputati dovranno rispondere a 169 capi di imputazione tra i quali omicidio, cospirazione, attacco contro civili, terrorismo e dirottamento.
Gli altri cinque incriminati, che saranno processati insieme da uno stesso tribunale militare, sono: Mohammed al Qathani, considerato il 20esimo dirottatore, Ramzi Binalshibh, che avrebbe tenuto i contatti tra i kamikaze ed i leader di al Qaeda, Ali Abd ad-Aziz, nipote e luogotenente di Mohammed, il suo assistente Mustafa Ahmad al Hawsawi e Waleed bin Attash, che avrebbe reclutato i dirottatori. (ore 11:00)

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