Roma – Forte calo dell’affluenza alle urne per l’elezione dei presidenti di 5 Province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma) e dei sindaci di 44 comuni, di cui 7 capoluoghi di provincia: Roma, Massa, Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo.
Per i ballottaggi relativi alle elezioni comunali ha votato il 62,5 per cento degli aventi diritto, contro il 76,0 per cento registrato al primo turno, per le provinciali ha votato il 55,0 per cento degli aventi diritto, contro il 73,6 registrato al primo turno.
Ma non è la scarsa propensione al voto degli interessati a fare notizia, ma il risultato sorprendente venuto fuori dalle urne “romane”.
Dopo quindici anni, infatti, il centro-sinistra deve lasciare il “trono” della città capitolina in mano al centro-destra, o meglio alla destra, fatto di per sé storico, dal momento che Gianni Alemanno, ministro dell’agricoltura nel precedente Governo Berlusconi, è un illustre esponente di Alleanza Nazionale (sposato fra l’altro, con la figlia di Pino Rauti, colui il quale diede vita all’MSI).
Il candidato del Pdl vince con il 53,7%, mentre il candidato del centrosinistra Francesco Rutelli si è fermato al 46,3%, uno scarto che in termini di numero di votanti vuol dire 55.000 voti in più per Alemanno.
<<E’ una lunga battaglia iniziata nel 1993 (quando Rutelli sconfisse il leader di Alleanza Nazionale proprio nella battaglia per il Comune di Roma, ndr.), ma che si conclude con una vittoria –  é stato il primo commento dell’ormai sindaco in pectore – Sarò il sindaco di tutti i romani. Il mio va anche a coloro che non mi hanno votato, una scelta che rispetto. Garantisco che sarò anche il loro sindaco, senza posizioni pregiudiziali. A Roma comincia una nuova fase – ha detto Alemanno – si volta pagina. Il sistema di potere che sembrava perfetto è crollato. Roma è una città fantastica, magnifica. Non ha vinto una sola parte di Roma ma tutta la città>>.
Un successo che Alemanno ha voluto dedicare al consigliere comunale Tony Augello, scomparso qualche anno fa, <<che ha costruito l’opposizione di questa città>> e a Gianfranco Fini.
A favorire la vittoria di Alemanno è stata anche la scelta degli elettori della Destra di votarlo come sindaco. Almeno metà dei voti aggiuntivi, infatti, vengono da Storace (che al primo turno aveva raccolto 53mila voti). Il resto, il nuovo sindaco della Capitale l’ha raccolto nella base dell’Udc (che aveva lasciato libertà di voto) e di Mario Baccini (Rosa Bianca), che aveva subito annunciato di votare Alemanno.
Va anche sottolineato come Alemanno abbia migliorato (ben oltre il livello di consensi raggiunto al primo turno) il risultato del Popolo della libertà raggiunto con il voto delle elezioni politiche. Fra il dato politico della Camera di due settimane fa e quello segnato ieri, i voti in più sono stati 115.785
Alla base della sconfitta di Rutelli, poi, anche il mancato consenso raccolto dal candidato sindaco del Pd fra la sinistra estrema. Sinistra arcobaleno, Sinistra critica e Socialisti di Bosell