Roma – Sono entrate ieri in vigore le norme sugli assegni che puntano a contrastare i fenomeni del riciclaggio e di evasione e ridurre il più possibile le transazioni tramite assegni e contante.
Gli assegni bancari, circolari o postali con un importo pari o superiore a 5.000 euro dovranno riportare la clausola “non trasferibile”. I nuovi carnet di assegni distribuiti dalle banche saranno già muniti della dicitura “non trasferibile’. Quelli liberi si potranno avere richiedendoli in banca e pagando 1,50 euro di imposta di bollo per ciascun assegno o 15 euro per un blocchetto da 10.
Gli assegni già in nostro possesso possono essere usati fino ad esaurimento e per importi pari o superiori a 5 mila euro è necessario inserire la clausola “non trasferibile”. Limiti anche per la pratica degli assegni a “me medesimo” o a “m.m”: da oggi possono essere girati per l’incasso soltanto presso uno sportello bancario o postale, vengono considerati “non trasferibili” e possono essere incassati unicamente dall’emittente che non può girarli ad altri. Obbligo di indicare il codice fiscale di chi effettua la girata, pena la sua nullità (nel caso di una società, il codice fiscale della ditta). La banca potrà pagare l’assegno solo se tutte le girate avranno i relativi codici fiscali.
Il tetto di 5 mila euro va applicato anche per il saldo dei libretti al portatore che non deve superare i 4.999 euro. Per portare i vecchi libretti al di sotto della soglia di 5 mila euro (fino ad oggi fissata a 12.500 euro) ci sarà oltre un anno di tempo, fino al 30 giugno 2009. Per chi usa in modo scorretto gli assegni sono previste sanzioni che vanno dall’1% al 40% del totale dell’importo trasferito. Sanzioni anche per chi non regolarizza gli importi per i libretti al portatore entro il 30 giugno 2009: si va dal 10 al 20% del saldo del libretto. (ore 10:23)