Myanmar – Come se non bastasse il regime militare che la affligge, la Birmania è stata presa di mira dal ciclone Nargis che l’ha letteralmente devastata provocando quasi 4.000 vittime e circa 2.900 dispersi. Decine di migliaia i senzatetto. La tempesta tropicale di categoria 3, che sabato si è abbattuta sulle coste meridionali della Birmania con raffiche di vento a 190 chilometri orari, ha spazzato via interi villaggi e lasciato senza energia elettrica cinque regioni, tra cui anche Rangoon che conta cinque milioni di abitanti. I danni maggiori sono stati lungo il delta del fiume Irrawaddy. Qui, secondo i media locali, almeno 98.000 persone sono rimaste senza casa e in loro aiuto si sono mobilitati centinaia di monaci
La giunta militare, che crea difficoltà di “movimento” ai soccorritori, ha fatto sapere che il referendum sulla nuova Costituzione, che porrà le basi per le elezioni del 2010, si terrà come previsto sabato 10 Maggio. Al Paese stanno arrivando i primi aiuti internazionali: <<Sappiamo che centinaia di migliaia di persone hanno bisogno di un riparo e di acqua potabile – ha dichiarato da Bangkok Richard Horsey, dell’ufficio delle Nazioni Unite per l’emergenza disastri – ma non siamo in grado di quantificare il numero esatto>>.. Il portavoce della Federazione della Croce Rossa internazionale, Michael Annear, ha riferito che l’organizzazione ha già distribuito 5.000 litri d’acqua potabile, pasticche di cloro per la potabilizzazione, kit di sopravvivenza, zanzariere, teli di plastica e coperte. <<Abbiamo cercato di raggiungere le zone più isolate – ha spiegato Annear – ma molte strade sono inaccessibili>>.  (ore 10:10)