Roma – La “frittata” fatta dall’Agenzia delle entrate che ha messo in rete i redditi del 2005 dei contribuenti italiani rischia di comportare un danno ben più serio di qualche “uovo rotto”… Ammonta a di 20 miliardi di euro il risarcimento chiesto dal Codacons per violazione delle norme penali sulla privacy.
L’associazione dei consumatori si è costituita parte offesa nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura di Roma sulla pubblicazione dei dati fiscali. Il Codacons ha infatti nominando un legale ”per tutelare gli interessi dei contribuenti messi in rete senza il rispetto delle procedure previste dalla legge 241/90 come modificata dalla legge 15/05”.
La somma del risarcimento chiesto andrebbe poi ripartita tra i 38 milioni di contribuenti italiani, per un dividendo di appena 52 euro ciascuno.
Nella istanza si chiede anche il sequestro degli elenchi da chiunque detenuti, anche attraverso l’oscuramento dei siti che ancora li offrono in visione gratuita o a pagamento.