Il dieselgate è scoppiato due anni fa e ancora se ne parla. Del resto, di mezzo c’è Volkswagen e l’impatto è stato talmente ampio che ogni volta si devono aggiornare i dati: il numero di auto richiamate, i miliardi da spendere, le cause in corso e quelle concluse. Di oggi la notizia che la soluzione proposta da Volkswagen per “sistemare” il motore TDi V6 3.0 è stata approvata dagli Enti Usa (Epa e Carb). Facendo risparmiare al colosso di Wolfsburg parecchi soldini: i 38.000 motori equivalgono a più di un miliardo di dollari risparmiati. Se non fosse arrivato l’ok dalle autorità competenti per il “fix”, infatti, Volkswagen avrebbe dovuto fare il buyback” delle 38.000 auto in questione, non proprio economiche: Porsche Cayenne e Volkswagen Touareg (dal 2013 al 2016) e Audi Q7 (2013-2015).

Alcuni modelli avranno bisogno di modifiche hardware e software, mentre i più recenti riceveranno solo un aggiornamento software. Per i motori prodotti fra il 2009 e il 2012, però, VW non potrà porre rimedio e per questo ha concordato il riacquisto di circa 20.000 modelli e un indennizzo fino a 13.880 dollari per i proprietari.

In base agli accordi presi fino ad oggi, il dieselgate sta costando negli Usa a Volkswagen la bellezza di 25 miliardi di dollari, cui si aggiungono circa 3 miliardi – come dichiarato a settembre dalla stessa Casa tedesca – per completare il richiamo del motore TDi 2.0. E manca ancora l’approvazione per il 3.0 diesel utilizzato in alcune versioni di Audi A6, A7, A8 e Q5.

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Arturo Salvo
Giovane, carino e in cerca di fortuna. Legge in continuazione, di conseguenza sente l'esigenza di dover scrivere. Ha un cane, un gatto e un pappagallo. Citazione preferita: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".