Il Gruppo Volkswagen tira le fila dei richiami europei, iniziati a febbraio con le modifiche ai motori 2.0 TDI. È di oggi la notizia che l’Autorità federale tedesca per i trasporti (Kba) ha rilasciato le ultime autorizzazioni necessarie per l’aggiornamento di tutti i propulsori della famiglia diesel EA189, permettendo così al colosso di Wolfsburg di procedere con l’invio delle lettere per fissare l’appuntamento nei centri di assistenza autorizzati.

In stretta collaborazione con le Autorità competenti, infatti, nelle prossime settimane i vari marchi del Gruppo interessati informeranno i proprietari delle vetture coinvolte nel maxi richiamo in Europa e in altri Paesi per fissare un appuntamento “nel breve termine” – si legge nel comunicato VW – per l’aggiornamento (gratuito) dei loro veicoli in un centro autorizzato.

I proprietari delle vetture coinvolte sono stati informati in due fasi.

In un primo momento hanno ricevuto una comunicazione scritta che informava di come la loro automobile fosse interessata dalla campagna d’intervento. A mano a mano che il KBA approvava le soluzioni tecniche per i diversi modelli, hanno ricevuto una seconda comunicazione per fissare un appuntamento con il proprio Service Partner. Ora che l’approvazione è stata rilasciata per tutti i modelli, anche i restanti clienti riceveranno la seconda lettera.

Le approvazioni del KBA non riguardano i veicoli interessati negli Usa e in Canada, mentre la campagna e l’aggiornamento dei veicoli con motori EA189 non sono ancora iniziati in Corea del Sud. A livello globale le auto coinvolte nel dieselgate sono 11 milioni, di cui 8,5 in Europa. Il via libera della Kba riguarda solo i Paesi europei.

Per gli Usa e il Canada, infatti, sono state raggiunte intese separate. Proprio di qualche giorno fa è la notizia dell’accordo in Canada, dove il Gruppo Volkswagen ha stipulato con le autorità canadesi un piano da 2,1 miliardi di dollari locali (circa 1,5 miliardi di euro) per chiudere il capitolo dieselgate.

Simile all’accordo da 14,7 miliardi di dollari con il Dipartimento di Giustizia americano, il piano canadese offre ai clienti un risarcimento tra i 5.100 e i 5.950 dollari canadesi (tra i 3.640 e i 4.350 euro) e la scelta tra il riacquisto del veicolo o il richiamo in officina.

In Canada le vetture diesel interessate sono circa 105.000 e le relative cause dovranno essere approvate da due tribunali verso la fine di marzo. Oltre alla cifra concordata, Volkswagen pagherà le spese legali e una multa di 15 milioni di dollari canadesi (circa 10,7 milioni di euro).