Un roadshow nelle principali città per illustrare modalità di esercizio dei propri diritti, azioni legali adottabili e possibilità di risarcimento. Perché mentre negli Usa VW è pronta a pagare 10 mld di dollari, in Europa e in Italia tutto è ancora fermo.

Mentre negli Stati Uniti Volkswagen è pronta a pagare 10 miliardi di dollari (di cui 6,5 miliardi in favore dei proprietari delle auto coinvolte nello scandalo), in Europa il colosso tedesco si rifiuta di risarcire i consumatori.

In Italia la situazione non è migliore. Dopo le dichiarazione del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio di fine ottobre 2015 a sostegno dei proprietari dei veicoli coinvolti (oltre 7000.000), tutto si è fermato.

E VW nega qualsiasi contatto con autorità ed associazioni italiane.

In questo panorama di generale immobilità s’inserisce l’Apdef (Associazione Europea per la Difesa dei Diritti dei Consumatori), che vanta oltre 7.000 associati e più di 6.000 cause patrocinate tra Spagna e Francia, per un valore complessivo di 125 milioni di euro e più di 3.500 procedimenti giudiziari conclusisi positivamente e circa 60 milioni di euro di indennizzi recuperati.

Con queste premesse l’associazione fa il suo ingresso ufficiale in Italia a tutela dei consumatori, con tanto di sito dedicato dieselgatecars.com, organizzando un roadshow nelle principali città per illustrare ai proprietari degli oltre 700.000 veicoli del Gruppo VW (Volkswagen, Audi, Seat, Skoda e Porsche) quali azioni intraprendere per esercitare i propri diritti, con particolare riferimento alle modalità di indennizzo.

Dopo il successo delle prime due tappe di Pisa e Firenze del 14 e 15 giugno, gli avvocati e gli esperti dell’Associazione faranno tappa a Brescia (28 giugno), Milano (29 giugno), per concludere poi la prima parte degli incontri a Torino il 30 giugno.

Il calendario degli appuntamenti poi ripartirà a settembre, coinvolgendo Verona, Bologna e Roma e altre città della nostra penisola.

Il perché di questo roadshow sta tutto nelle parole di Francesco G. Rafanell, presidente Apdef, che dice come ci sia la “la possibilità che la sostituzione delle centralina comporti non solo un aumento considerevole dei consumi ma anche di una riduzione di potenza del motore, senza considerare la perdita di valore dell’automobile stessa.

Oggi, senza indennizzi, se un proprietario dovesse portare la sua autovettura in officina per far sostituire solamente la centralina come consigliato da Volkswagen, a quali rischi andrebbe incontro?

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