Eicma 2015. Moto Guzzi V9, la custom di media cilindrata nelle versioni Roamer e Bobber

La gamma Moto Guzzi si amplia con una custom di media cilindrata totalmente nuova proposta in due versioni ben distinte per stile e carattere. Su V9 debutta il nuovo bicilindrico 850 cc Euro 4.

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Per Moto Guzzi le custom non sono di certo una novità. Proprio nel solco della tradizione, Moto Guzzi ha presentato a Eicma 2015 la nuova V9, erede della Nevada, disponibile nelle due versioni Roamer e Bobber.

Il massimo sforzo si è concentrato sulla definizione di un design che valorizzasse le scultoree forme del nuovo bicilindrico 850 made in Mandello e massima attenzione è stata posta anche alla qualità percepita con cura estrema di finiture e componentistica.

V9 ROAMER
Il Centro Stile del Gruppo Piaggio ne ha sviluppato il design, anche grazie agli input forniti dal Piaggio Advanced Design Center di Pasadena, in California, li dove nascono le tendenze motociclistiche che poi si diffondono ovunque. La Moto Guzzi V9 Roamer abbina quindi uno stile classico ed essenziale. Curatissimi nel dettaglio sono i nuovi cerchi ruota (da 19” l’anteriore e da 16” il posteriore) verniciati in nero opaco e trattati con una finitura diamantata, così come la nuova strumentazione digitale multifunzione dal singolo quadrante circolare.

La sella lunga con imbottiture ha un’altezza da terra di soli 775 mm ed è abbinata a un manubrio rialzato cromato e a una corretta collocazione delle pedane in alluminio forgiato. Se già V7 II e California 1400 sono tra le più leggere dei rispettivi segmenti di appartenenza, su V9 il peso di circa 200 kg è un vero e proprio record della classe.

La V9 Roamer è quindi una vera “motoleggera” di media cilindrata, dedicata a chi ama la cultura motociclistica di Moto Guzzi ma anche a coloro che hanno sempre apprezzato il design delle custom ma non si sono mai avvicinate a loro a causa del peso elevato.

V9 BOBBER
Una bobber di serie di media cilindrata, dove attualmente V9 è proprio l’unica rappresentante. In ossequio allo stile bobber, V9 Bobber abbandona qualsiasi cromatura e verniciatura brillante per sposare dettagli neri opachi.

Scuri sono quindi i fianchetti e il serbatoio del carburante, con l’unica concessione di alcuni richiami grafici in giallo o in rosso opaco. Verniciati in “dark matt” anche il gruppo di scarico, gli specchietti ed entrambi i parafanghi in metallo. Quello posteriore è stato accuratamente accorciato e ridotto nelle dimensioni, oltre a prevedere un gruppo ottico molto compatto. I cerchi ruota neri opachi, entrambi da 16 pollici, sono decorati col logo Moto Guzzi in grigio, e calzano pneumatici dalle spalle maggiorate (anteriore 130/90; posteriore 150/80).

La Bobber si differenzia dalla V9 Roamer anche per la posizione di guida più raccolta, offerta dal manubrio basso drag bar verniciato nero e dalla sella lunga dedicata.

NUOVO BICILINDRICO 850 MOTO GUZZI
Su V9 Roamer e V9 Bobber debutta un nuovo motore, un bicilindrico trasversale a V di 90° raffreddato ad aria e olio, schema che contraddistingue tutta l’attuale gamma Moto Guzzi. Omologato Euro 4, il motore è capace di esprimere 62 Nm di coppia a 3.000 giri/min, con una potenza massima di 55 cv a 6.250 giri/min. È disponibile anche la versione depotenziata a 35 kW, in linea con le limitazioni della patente A2 e ideale per i nuovi “guzzisti”.

MOTO GUZZI MEDIA PLATFORM
Per V9 Roamer e V9 Bobber è disponibile come optional la piattaforma multimediale MG-MP che permette di connettere la moto allo smartphone. Con quest’app gratuita per App Store e Google Play, lo smartphone diventa una sorta di computer di bordo per visualizzare i parametri di viaggio, tra cui tachimetro, contagiri, potenza istantanea, coppia istantanea, consumo istantaneo e medio, velocità media e voltaggio batteria, accelerazione longitudinale e trip computer esteso.

È possibile registrare i dati dei viaggi e rivederli sul computer o sullo smartphone, analizzando il percorso effettuato insieme ai parametri di funzionamento della V9. Il sistema permette anche di ritrovare facilmente la moto quando viene parcheggiata salvando automaticamente la posizione.

Grazie all’uso dei giroscopi e delle informazioni provenienti dalla moto, lo smartphone si trasforma poi in un sofisticato strumento di misura dell’angolo di piega in curva. È quindi possibile impostare le soglie limite sia per l’angolo di piega sia per velocità di percorrenza e giri motore, il cui superamento viene indicato dall’accensione delle relative spie o dal lampeggio del cruscotto virtuale.