La competizione annuale Engine of the year, che quest’anno si è svolta a Stoccarda, è uno dei riconoscimenti più attesi dalle Case automobilistiche. A trionfare per il secondo anno consecutivo è stata la Ferrari, che con il motore 3.9 litri turbo che equipaggia le 488 GTB e Spider (in una cilindrata più piccola per California T e GTC4Lusso T) ha vinto il premio nelle categorie “Performance Engine” e in quella riservata alle unità motrici con cubatura compresa tra i 3 e i 4 litri.

Anche il motore 6.3 litri V12, montato sulla F12berlinetta e sulla F12tdf, è risultato vincitore; un risultato importante nel 70° anniversario del Cavallino visto che già negli esordi nel 1947 fu scelto questo tipo di propulsore. “È solamente la seconda volta nella storia del premio che un motore così potente riesce ad affermarsi per due anni consecutivi e a far proprio il titolo assoluto – ha dichiarato Tony Robinson, fondatore dell’International Engine of the Year –. Il V8 Ferrari assicura un’erogazione senza precedenti, precisione, guidabilità e un sound unico! Un giorno questo propulsore sarà riconosciuto come un classico nel suo genere; anzi, penso che lo sia già”.

Anche Ford ha trionfato agli Engine of the year 2017. Per il sesto anno consecutivo, il motore EcoBoost 3 cilindri 1.0 si è aggiudicato il titolo nella categoria “Best Engine Under 1.0-litre”. In pratica, ogni anno, sin dalla prima edizione, questo motore vince il titolo: si tratta del decimo riconoscimento conquistato dall’EcoBoost 1.0.

“Il compatto Ford EcoBoost 1.0 si conferma come il miglior motore nella sua categoria, nonostante la competizione fra i produttori automotive globali sia aumentata e siano stati presentati nuovi propulsori di cilindrata inferiore – ha commentato Dean Slavnich, caporedattore della rivista Engine Technology International -. Si tratta di una dimostrazione straordinaria di come la maggiore compattezza e la superiore efficienza non comportino la rinuncia ad altri fattori quali la potenza, il comfort o la guidabilità, ma possano addirittura esaltarli”.