Agghiacciante, cinicamente sfottente. 86 anni, due matrimoni, tre figlie, 4 nipoti, patrimonio stimato in 3,9 miliardi di dollari, controllore Supremo del campionato di Formula 1 attraverso una serie di società (la più importante è la Fom, Formula One Management). Chiamatelo Bernie.

“Non si riteneva che avremmo potuto fare a meno del Gran Premio di Francia. Eppure ci siamo riusciti. Può succedere anche col Gran Premio d’Italia. Per discutere del futuro di Monza servirà un’altra riunione, ma bisognerà aspettare”, Bernie Ecclestone.

Aspettare cosa? O chi? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la scelta del presidente Sias, la società che gestisce l’autodromo dentro il Parco Reale, Andrea Dell’Orto, di progettare interventi per riportare a Monza la Superbike scontrandosi in maniera decisa con la volontà di Ecclestone di scindere i due mondi. Le richieste dimissioni di Dell’Orto non ci sono state e il contrasto si è acuito.

In effetti, proprio a causa di questo dissenso e per cercare di ammorbidire l’avversione di Ecclestone, la Superbike non farà ritorno a Monza, almeno per quest’anno. Fim e Dwo hanno annunciato la cancellazione del round brianzolo, inizialmente in programa dal 22 al 24 luglio. Resta comunque aperta l’ipotesi di riportare il Mondiale delle “derivate di serie” su uno dei tracciati storici di questo campionato. La gara, comunque, potrebbe essere sostituita e una decisione verrà presa entro l’1 maggio.

Di sicuro non sarà Vallelunga a sostituire Monza, anche se la pista romana era stata inizialmente nominata come “rimpiazzo ufficiale” in caso di prove cancellate ma problemi di calendario e la necessità di modifiche all’impianto, hanno annullato le ciance della pista alle porte della Capitale.

Il presidente dell’Automobile Club d’Italia su Monza e il Gran Premio d’Italia ci ha già messo sopra una pietra tombale.

“E’ stato tutto inutile. Non ci sono più margini per trattare. Speriamo ora su Imola o Mugello. Tra il poco o il niente è meglio il poco e Imola sembra il più adatto”. Angelo Sticchi Damiani.

Decisivo nell’addio della Formula 1 allo storico circuito di Monza, l’avversione di Ecclestone nei confronti dei vertici della società che gestisce l’Autodromo.

 “Hanno vinto i personalismi. Imola o Mugello? Entrambi sono un’altra cosa rispetto a Monza, ma meglio di niente. Imola è il più adatto perché il Mugello ha problemi seri come parcheggi e strade d’accesso”, Angelo Sticchi Damiani.

Ma c’è chi è ancora ottimista.

“Ho parlato con il mio delegato di Monza e mi ha detto che il Gran Premio lo salviamo. Bisognerà continuare a lavorare per mantenerlo perché non voglio che sia salvato per un anno solo e poi si ritorni a parlarne. Monza è Monza. Credo che la F1 senza Monza perderebbe moltissimo. Per Monza è un vantaggio avere la Formula 1, ma questo resta uno dei Gran Premi più prestigiosi del Circus”, Oreste Perri, presidente del Coni Lombardia.