Quando si allaccerà le cinture di sicurezza all’interno della STR12 ad Austin, Brendon Hartley si unirà a un club molto esclusivo: originario di Palmerston North, sarà il nono neozelandese a prendere parte a un Gran Premio di Formula 1. Mike Thackwell è stato l’ultimo pilota Kiwi a farlo, più di 30 anni fa, mentre il trio più famoso è certamente quello composto da Bruce McLaren, Denny Hulme e Chris Amon.

Questa occasione è un po’ una sorpresa, anche se non ho mai smesso di avere la Formula 1 nella mia mente. Sono cresciuto e ho imparato tanto quando sono stato pilota di riserva Red Bull e Toro Rosso, e gli anni difficili passati mi hanno reso un pilota e un uomo ancora più forte e determinato.

Brendon, oggi 27enne, ha cominciato a correre sui kart all’età di 6 anni. Una sorta di “predestinato”, dato che il padre è stato un pilota amatoriale e anche il fratello maggiore Nelson (chiaro il riferimento a Piquet) era nel mondo delle corse. Dopo i kart il passo successivo è stato il mondo delle monoposto: Hartley ha cominciato a competere in diversi campionati, inclusa la Formula Ford, ma per far decollare una carriera nel mondo delle corse automobilistiche non si può tralasciare l’Europa. Tuttavia, anziché fare la classica gavetta trasferendosi in Inghilterra o in Italia, Brendon a 16 anni si è trasferito in Germania, prendendo parte ai campionati Renault tedesco ed europeo, e raggiungendo il primo successo importante nel 2007 con il titolo di campione delle World Series by Renault.

Poi il Gran Premio di Macao di Formula 3, ampiamente riconosciuta come una prova del nove per testare le capacità di un pilota: nel 2008 Hartley partiva 20° e chiuse con un incredibile terzo posto finale. Un risultato che fece arrivare una chiamata importante: la Red Bull lo contattò per sostituire un infortunato Mark Webber per un test di Formula 1. Arrivarono anche due gironi di test con la Toro Rosso, a Jerez nel dicembre del 2009, ma non arrivarono per lui sedili da titolare e così l’esperienza con le monoposto fu temporaneamente messa da parte.

Brendon ha quindi proseguito la carriera correndo in diverse categorie e raggiungendo l’apice nell’Endurance. Nel 2014 è entrato a far parte del team Porsche, proprio insieme a Mark Webber, e l’anno successivo insieme all’altro compagno di squadra Timo Bernhard ha chiuso la 24 Ore di Le Mans al secondo posto, laureandosi poi campione WEC LMP1 a fine stagione. Quest’anno, a Le Mans, ha fatto ancora meglio vincendo la gara.