Si sta avvicinando una rivoluzione in Formula 1 per quanto riguarda le power-unit a partire dal 2021. La Fia, infatti, ha invitato a Parigi i rappresentanti dei team, i costruttori di motori attuali e coloro intenzionati a entrare nel Circus per discutere i dettagli delle nuove motorizzazioni. Un incontro dal quale nascono i cambiamenti per il futuro.

Le power unit 2021 rappresentano solo un esempio sul modo in cui la Fia come legislatore, Liberty Media, le squadre e i costruttori lavoreranno insieme per il bene comune dello sport.

Ross Brawn

Nel 2021 vedremo ancora gli attuali motori V6 da 1,6 cilindri, ma con turbo e sistema ibridi che riusciranno a girare a 3.000 giri di potenza al minuto in più per favorire il rombo dell’unità motrice. Inoltre, non ci sarà più la MGU-H, per essere rimpiazzata da altri elementi voluti per ridurre i costi e facilitarne il funzionamento. La MGU-K, invece, sarà potenziata, con il pilota che ne gestirà l’energia in prima persona, più o meno come si faceva con il vecchio Kers prima che lasciasse spazio agli attuali motori ibridi. Come succedeva allora, infatti, l’energia accumulata verrà rilasciata a piacimento dal pilota, con la speranza che ciò possa favorire ancor più i sorpassi grazie a stili di guida e strategie di gara molto diversi da pilota a pilota.

“La proposta tecnica presentata – ha commentato Ross Brawn è il frutto di una serie di incontri che hanno avuto luogo nel 2017 con i rappresentanti dei team attuali e con i costruttori che hanno mostrato interesse a far parte della categoria regina dell’automobilismo. Inoltre, abbiamo analizzato con attenzione ciò che pensano gli appassionati delle attuali power-unit e di quello che vorrebbero vedere nel prossimo futuro, con l’obiettivo di definire dei regolamenti che renderanno il powertrain più semplice, economico e rumoroso. L’obiettivo è di facilitare l’ingresso in F1 a nuovi motoristi, per allargare il numero dei fornitori e favorire un livellamento delle prestazioni nei GP”.