Alain Prost, Nelson Piquet e Stefan Johansson sul podio del Gp d'Australia del 1986.

Duelli appassionanti, ruotate e anche “voli” non sono certo mancati nelle trentuno edizioni del Gp d’Australia valide per il campionato mondiale di F1, tra le piste di Adelaide e Melbourne. Dal 1985 ad oggi, infatti, i cuori degli appassionati hanno palpitato in almeno otto occasioni per il fermento agonistico offerto da tanti campioni, favorito anche dal fatto che in dieci casi questa corsa ha rappresentato la prova conclusiva del Mondiale.

Il primo acuto in tal senso si registra nel convulso 1986. Adelaide diventa già il suggello finale di una stagione che vede protagonisti assoluti i due forti piloti della Williams Nigel Mansell e Nelson Piquet (acerrimi rivali), oltre al sempre veloce quanto concreto Alain Prost al volante della Mclaren. In Australia i tre si giocano il mondiale in una partita secca partendo da quest’ordine di classifica: Mansell 70 punti, Prost 64, Piquet 63. E per il focoso pilota inglese, già favorito e con in mano un gioiello come la Williams Fw11-Honda, le cose sembrano mettersi al meglio in quanto al termine delle prove agguanta la pole ma non può immaginare ciò che gli capiterà il giorno della gara, quando andrà in scena uno dei Gp più rocamboleschi e imprevedibili della storia della F1, condizionato dalla tenuta delle gomme Goodyear.

La sfida fra i tre impazza subito fin dai primi giri ma Nigel Mansell si mantiene saggiamente tra il terzo e il secondo posto pensando alla vittoria del Campionato. Tuttavia alla Williams compiono un errore di valutazione non richiamando tempestivamente ai box i due piloti per cambiare le gomme. E così mentre Prost, a causa di una foratura nelle prime fasi della gara, si fa sostituire le quattro Goodyear per non fermarsi più fino alla fine, i sogni iridati Williams svaniscono negli ultimi venti giri. Prima scoppia letteralmente la posteriore sinistra a Mansell in pieno rettilineo e poi, per non incorrere in un problema analogo, ai box si decide di far effettuare la sosta anche a Piquet, lasciando via libera a Prost, che vince gara e Campionato.

Mansell e Piquet si sarebbero ritrovati nuovamente in battaglia sempre ad Adelaide quattro anni dopo, non per il titolo ma per la vittoria della gara. Nelle ultime tornate del Gp, Nelson conduce la gara con la Benetton ma alle sue spalle arriva di gran carriera la Ferrari di Mansell che supera il compagno Prost e parte all’inseguimento di Piquet ingaggiando una nuova lotta con il vecchio nemico. Il pilota inglese cerca di trovare un varco disperatamente e, all’ultimo giro, sul lungo rettilineo di Adelaide azzarda l’assalto finale in frenata cercando di superare in un colpo solo sia un doppiato sia Piquet. Ma è troppo lontano dalla Benetton e la manovra non riesce. Dovrà accontentarsi del secondo posto e questa pista per lui continuerà a rimanere stregata.

Facciamo poi un salto di quattro anni per giungere alla drammatica stagione 1994 quando Adelaide è teatro della battaglia finale per il titolo, che Michael Schumacher otterrà dopo una lotta epocale con Damon Hill terminata con il “famoso” volo contro le barriere. Una sfida avvincente, di nervi, velocità e strategia durata 36 giri fino a quando Michael sbaglia, urta un muretto, rientra in pista e viene centrato dalla Williams di Hill mentre gli chiude la porta in faccia per evitare il sorpasso decisivo. L’inglese non può proseguire con la sospensione rotta nonostante l’assistenza dei box e per Schumacher si aprono le porte dell’iride.

Nel 1996 il Gp si corre a Melbourne e c’è la sfida Jacques Villeneuve-Damon Hill vinta da quest’ultimo solo per un problema al motore della Williams del canadese e nel 2002 l’ultimo grande duello, quello tra Schumacher e Juan Pablo Montoya il cui sorpasso finale di forza e abilità da parte del tedesco gli consente di vincere la gara.

Nei due anni scorsi, la gara è stata appannaggio della Mercedes, nel 2014 con Nico Rosberg e nel 2015 con Lewis Hamilton. Gli stessi piloti che si daranno battaglia anche in questa edizione con un uomo in più che potrebbe inserirsi tra loro o addirittura superarli, Sebastian Vettel e la competitiva Ferrari SF16-H.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.