Nella vita nulla accade per caso e molto probabilmente anche il convincente rilancio sportivo in F1 della Ferrari in esatta concomitanza con lo spegnimento delle prime settanta candeline non è frutto di coincidenze. Cinque Gp vinti in questo 2017 è un bottino che a Maranello non toccavano con mano dal lontano 2010. Da quel primo anno in rosso di Fernando Alonso il quale fece sognare i ferraristi fino all’ultimo per la corsa al titolo, poi persa per evidenti errori strategici (non suoi) nel round finale.

Certo, nel Mondiale dei settant’anni la favola perfetta sarebbe stata rappresentata dalla riconquista di un titolo Piloti che manca dal 2007 ma le rivoluzioni, in uno sport altamente selettivo come la Formula 1, si compiono piano piano. E allora ecco che questo intreccio storico assume ugualmente un significato molto importante per la Ferrari a cui patron Enzo, da lassù, avrà contribuito con uno dei suoi fieri sorrisi gustando la torta di compleanno della sua creatura, dietro la scrivania dallo sfondo azzurro del cielo.

Perché il ritorno della Rossa ai vertici, questa volta, ha un sapore diverso da quello del 2010. È frutto di una radicale ricostruzione strutturale e organizzativa all’interno della scuderia di cui, non appena è arrivato l’esame della pista, si sono intraviste le virtù e che dà la sensazione di poter interrompere la sterile altalena di alti e bassi, a cui il Cavallino ha abituato dopo l’ultimo successo iridato nel 2008 tra i Costruttori.

Ha tutto il sapore dell’inizio di un ciclo vincente e la conferma si potrà già avere dal prossimo anno, dopo aver posto solide basi adesso. Ma nella strada verso il successo la Rossa potrebbe incontrare anche più di un avversario. Oltre alla solita Mercedes, infatti, c’è da tenere d’occhio la Red Bull, i cui progressi nella seconda parte del campionato non sono da sottovalutare in chiave 2018 a patto che non si perda per strada.

Per agganciarsi a Ferrari e Mercedes, però, all’ex squadra di Vettel serviranno tre fattori: partire alla pari dei big fin da subito senza dover attendere gli sviluppi in corso d’opera come negli ultimi anni, la continuità nei risultati di vertice e una corretta gestione della convivenza Ricciardo-Verstappen. Sul progetto della nuova monoposto in chiave 2018 firmata Newey si parla un gran bene ma sarà la pista, come al solito, a fornire il vero responso.

Attenzione infine anche alla McLaren, la cui scelta di essere rivitalizzata dalla power unit Renault è stata presa proprio per ritornare grande ma che difficilmente potrà competere per la vittoria dalla prima gara. Alonso, del resto, è rimasto a Woking non certo per continuare a recitare il ruolo di comprimario.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.