Ha vinto Lewis Hamilton, in testa dall’inizio alla fine. Sebastian Vettel terzo. Kimi Raikkonen per due volte è stato penalizzato dallo stesso meccanico nel cambio della gomma posteriore sinistra ed è stato costretto al ritiro (era quinto).

VETTELAustralia, promised land. Promessa della vigilia Ferrari, mantenuta a metà. Peccato che un meccanico sprovveduto abbia prima compromesso e poi annullata la possibilità della promessa completa. Un doppio errore imperdonabile. All’apertura della stagione Mercedes non stecca ed il suo acuto è già assordante. Lewis Hamilton primo, Nico Rosberg secondo a 1″3.

All’apertura della stagione la Signora in Rosso arriva terza sul podio con Sebastian Vettel, 34″5 di distacco, ma non riesce a dare la consistenza che meritava alla sua rinascita per colpa di quel meccanico che ha impedito a Kimi Raikkonen di piazzarsi quinto e fors’anche quarto visto lo sviluppo della vicenda agonistica. Lo stesso meccanico con due errori nel cambio della gomma posteriore sinistra prima al 17mo e poi al 41mo giro.

In verità, e per dovere di cronaca, dobbiamo evidenziare che nella sfortunata giornata d’esordio di Iceman ci ha messo del suo anche Vettel nelle fasi d’avvio. Superato dal compagno di squadra più veloce a muoversi dalla piazzola alla curva uno il tedesco all’interno ha tenuto duro spingendo da parte Iceman che ha intercettato la Toro Rosso di Sainz che a sua volta ha carambolato sulla Lotus di Maldonado subito fuori con chiamata in causa immediata della safety car rimasta in pista per tre giri.

Consideriamo il bicchiere mezzo pieno dal momento che nella gara d’esordio la Ferrari è non solo riuscita a tenere dietro la Williams di Felipe Massa, quarto a 38″1 (quella di Valtteri Bottas non ha preso il via per indisposizione del pilota) ma con i piazzamenti delle due Sauber entro le prime dieci guarda con fiducia alle potenzialità della sua power unit che equipaggia anche le monoposto svizzere.

Lewis Hamilton 58 giri davanti, imprendibile. Nico Rosberg 58 giri dietro nella prolungata meditazione del ruolo che anche quest’anno sembra destinato a svolgere. Le luci della ribalta dell’Albert Park però hanno illuminato un’altra parte della scena in cui hanno recitato non a soggetto altri comprimari. Che ci sia tra questi la Ferrari non è casuale, considerati i riscontri dei test invernali suffragati dalle prestazioni sia sul giro veloce sia sul passo gara. Costretto a cambiare strategia, passando da uno a due cambio gomme, Raikkonen è rientrato al box per la prima sostituzione.

Come tutti in partenza aveva le soft nuove, ha montato un treno di soft usate. Peccato che quel meccanico abbia impiegato 6 secondi per avvitargli la posteriore sinistra. E’ rientrato 11mo ed ha cominciato a martellare giri record. Cinque. L’ultimo dei quali al 37mo giro, 1’31”355. Crescendo che, dopo la sosta al 41mo giro per montare le medie, gli ha consentito di rientrare al quinto posto alle spalle di Massa. Posteriore sinistra non avvitata completamente, fermato dal box alla prima curva per evitare sanzioni (è comunque sotto investigazione). Out.

Sebastian Vettel in partenza s’è messo sugli scarichi di Felipe Massa ed ha aspettato che il brasiliano si fermasse per il cambio gomme per passare dalle soft alle medie. Il brasiliano lo ha fatto al 22mo giro. Il tedesco ha martellato giri veloci ed ha costruito il sorpasso. Si è fermato al 25mo giro ed al rientro era davanti. E c’è rimasto.
Il giorno della Mercedes ma anche il giorno della Ferrari. Non solo. Il giorno della Sauber. Superate le vicende giudiziarie del “caso Van der Garde” la scuderia svizzera motorizzata Ferrari ha risposto sul campo con due prestazioni di grande valenza, tenuto conto del ruolo di cenerentola svolto l’anno scorso. Felipe Nasr balzato al quinto posto con un perentorio avvio si è classificato quinto, ultimo pilota a pieni giri, a 95″1. Marcus Ericsson ha approfittato delle disgrazie altrui per conquistare l’ottava posizione.

Disgrazie altrui. La grande gara di Carlos Sainz, finito nono, è stata rovinata al 25mo giro al cambio gomme, anche nel caso del pilota spagnolo a causa di un meccanico sprovveduto nel sostituire la posteriore sinistra della Toro Rosso. Che ha perso al 34mo giro Max Verstappen per la rottura del motore Renault. La Red Bull è partita con una sola monoposta perché in quella di Daniil Kvyat s’è rotto il cambio nel giro fatto per raggiungere la griglia. Daniel Ricciardo, primo dei doppiati, si è classificato sesto. Senza dare nell’occhio da Force India è entrata a punti con entrambi i piloti: Nico Hulkenberg settimo, Sergio Pérez decimo.

Imbarazzante il disastro della McLaren Honda. Motore in fiamme nella monoposto di Kevin Magnussen nel giro d’installazione, Jenson Button lento come un’utilitaria nel traffico cittadino. Ultimo, undicesimo. Sfortunata la Lotus. Ha perso nelle fasi d’avvio Pastor Maldonado e Romain Grosjean.

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