La prima pole position della stagione 2016 di F1? Suvvia, perché lo chiedete! E’ di Lewis Hamilton. Governatore dispotico di Albert Park. Davanti a tutti sin dalle libere 1, senza mai cedere il comando. Fino al micidiale 1’23″837 con le Supersoft capaci di fare volare le monoposto. Almeno la sua. Le altre, compresa la gemella Mercedes di Nico Rosberg che s’è fermata, anch’essa in prima fila, a 1’24″197 (+360 millesimi), annichilite dallo strapotere del campione in carica.

Le Ferrari sono entrambi in seconda fila. Sì, va bene. Ma Sebastian Vettel terzo con più di 8 decimi di distacco e Kimi Raikkonen quarto con 1″200. E’ cambiato qualcosa? In qualifica no. Spingendoci oltre la siepe dell’ottimismo guardiamo domani alla gara. Se potrà cambiare qualcosa.

Finalmente 50 pole per Lewis. A 15 pole da Ayrton Senna, a 18 da Michael Schumacher. Gli basterebbe la stagione appena iniziata per superare entrambi. E quinta pole a Melbourne. Solo Magic Senna una più di lui.

Un tagliatore di teste che dello shoot-out ha fatto già la sua arma letale. Ha dato la sveglia stamane quando è sceso in pista per le libere 3 e spiccare, come si trattasse d’ordinaria amministrazione, 1’25”624. Pista finalmente asciutta dopo il prologo bagnato di venerdì. Nico secondo a 176 millesimi ad alimentare la speranza perché non poteva prevedere quel che gli sarebbe toccato poco più di due ore dopo. La Ferrari di Sebastian Vettel terza a 228 millesimi e la Rossa di Kimi Räikkönen quinta a 811.

Nel pomeriggio la caduta delle illusioni. Q1, 1’25”351; Q2, 1’24”605; Q3, 1’23”837 mentre gli arditi che con lui si sono compattati per distribuirsi i primi otto posti della griglia sono man mano finiti fuori, più per accontonamento delle ambizioni che per effettiva eliminazione diretta. Tutti, compreso Rosberg. Meglio risparmiare le gomme piuttosto che fare i Don Chisciotte.

Il primo approccio con lo shoot-out ha fatto entrare in confusione più di una squadra. La Red Bull ha perso nel primo taglio Daniil Kvyat, 18mo in griglia e salvata la faccia con Daniel Ricciardo, ottavo tra… cotanto senno. La Williams ha smarrito all’11mo posto Valtteri Bottas e si è consolata con il sesto di Felipe Massa. Per la McLaren è un buon inizio “godersi” Fernando Alonso 12mo e Jenson Button 13mo. Godimento al quale si è avvicinata anche la Force India con Sergio Pérez nono e Nico Hülkenberg decimo.

Ma il vero godimento lo ha raggiunto la Toro Rosso che taglio dopo taglio, shoot-out dopo shoot-out ha guadagnato l’accesso alla Q3 con entrambi i piloti ed una volta raggiunta la pace dei sensi non si è spinta troppo oltre, non poteva, l’estasi del momento. Max Verstappen, quinto, partirà dalla terza fila, e Carlos Sainz, settimo, dalla quarta.

Chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è certezza. Forse una sola, quella che fa capo a Lewis Hamilton. Allargandoci, alle due Mercedes. Doppietta in pole, doppiettà al traguardo? Un momento. Consapevoli sì, disfattisi no. Le gare di F1 non sono mai scontate, anche quando il pronostico è fin troppo obbligato. Vogliamo aspettare la bandiera a scacchi. San Tommaso ad Albert Park.

Le novità valgono per tutti: niente più aiutino radiofonici, niente più supporto elettronico per governare la frizione in partenza, scelta delle gomme affidata ai piloti. Cambiano strategie e modalità d’uso. Potrebbe cambiare qualcosa nell’arco dei 58 giri in programma per arrivare in fondo ai 307,574 chilometri.

Il percorso è veloce e abbastanza impegnativo per i freni. Le 9 staccate presentano tutte un grado di difficoltà medio-alto per gli impianti frenanti e sono caratterizzate da decelerazioni variabili. Trattandosi di un tracciato non permanente, durante il weekend di gara si verifica il progressivo gommarsi della pista che comporta un aumento delle decelerazioni e dell’impegno per i freni in termini di temperatura ed usura. Per l’impianto frenante la curva 1 risulta essere la più impegnativa tra le 16 del tracciato.